Moschea, la Lega in piazza I giovani comunisti la sfidano

La Lega contro i Giovani Comunisti. Uno di fronte all’altro, anche fisicamente, sul problema della moschea. Mario Borghezio, Francesco Bruzzone, Bruno ravera, Edoardo Rixi e lo stato maggiore della Lega da una parte, la federazione Giovanile Comunisti Italiani dall’altra. La «sfida», che sarà debitamente controllata dalla polizia impegnata a mantenere separate le due fazioni, andrà in scena oggi pomeriggio, in centro storico.
I rappresentanti del Carroccio ribadiranno la loro contrarietà alla realizzazione della moschea a Genova e alla concessione del voto agli extracomunitari. Per questo gli stessi leghisti lanciano «un monito ad An», che per voce del leader e presidente della Camera Gianfranco Fini ha «aperto» alla possibilità di riconoscere il diritto di voto agli stranieri regolari. Ma il loro obiettivo è soprattutto il sindaco Marta Vincenzi, con il suo progetto di realizzare un luogo di culto e di incontro sociale per la comunità musulmana.
«Nell'occasione verrà presentata alla città la proposta di legge che i parlamentari leghisti hanno elaborato durante l'estate e che detta rigide regole per l'apertura di nuovi centri di preghiera islamica - annuncia la Lega - Secondo la Lega le moschee non dovranno essere più imposte d'autorità. Dovranno essere i cittadini italiani i protagonisti ed i detentori dell'ultima parola. Il progetto di legge prevede che la competenza passi a regioni e comuni ma che all'interno degli statuti comunali venga posto l'obbligo al referendum. La dimensione delle moschee dovrà essere proporzionata al numero di fedeli regolarmente residenti sul territorio e dovranno essere edificate a non meno di 1 km dalla chiesa più vicina».
La Fgci non ci sente e anzi rilancia. Parla di «volgarità e aggressività» per bollare le iniziative di Borghezio e per respingere le «idee raccapriccianti», farà un volantinaggio in zona. Proprio mentre i leghisti saranno impegnati in una ronda nel centro storico.