La moschea «posteggiata» nel deposito Amt

(...) Passa intanto un'ora. E finito l'incontro con i lavoratori dell’Ilva, tocca a loro, quelli antimoschea. Il consiglio, tra fischi, applausi e «viva Zurigo» (la Svizzera si è da poco espressa contro la costruzione di nuovi minareti nel suo territorio), viene nuovamente sospeso. «Il sindaco personalmente ha sostenuto la prima invasione - dice Lilli Lauro, consigliere del Pdl - Se la legge è uguale per tutti: bisogna fare assolutamente una riunione anche per loro». E così è. Consiglio interrotto per riunione capigruppo. Questa volta, sindaco assente. Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale, si è impegnato a fissare un appuntamento con Marta Vincenzi per la prossima settimana. «Finalmente l'incontro che aspettavamo da tempo -dice Felice Ravalli, presidente del comitato centro est - ma rimaniamo comunque sulle nostre. Ci hanno proposto come soluzione alternativa per la moschea l'ex rimessa Amt di Lagaccio. Per la quale erano già previsti parcheggi per il quartiere. Forse a palazzo Tursi questo punto è sfuggito. Ma se queste sono le promesse non dormiamo sonni tranquilli». Alle 17 il comitato cittadini centro est si è mosso da palazzo Tursi per proseguire in corteo verso via XXV Aprile, via Roma e prefettura. Con l'obiettivo di incontrare il vice prefetto e esporre anche a lui la loro preoccupazione per la moschea al Lagaccio. Dal primo incontro tra i lavoratori Ilva e i capigruppo (e il sindaco) è emerso il sostegno «per una positiva soluzione della vicenda della revoca delle pensioni legate all'amianto». Non solo. È stata affrontata anche la questione dei lavoratori socialmente utili, la cui convenzione scadrà il 31 dicembre. Su questo punto, per la proroga, saranno coinvolti anche i parlamentari liguri.
Caffé caldo. Si chiama «caffè caldo», il nuovo modello, importato da Madrid, dal Comune per far fronte all'emergenza invernale per il ricovero dei senza tetto. Il pulmino dei servizi sociali, in funzione due volte alla settimana, è ora attivo sette giorni su sette. I senza tetto saranno portati nel nuovo centro dove potranno trovare - appunto - un caffè o un the caldo, assistenza e una zona dove poter riposare per la notte. In più, in previsione del freddo inverno, il comune ha predisposto 6 posti letto per far fronte ai malati senza tetto dimessi dai pronto soccorso. «Ognuno fa la sua parte - dice l'assessore alle politiche sociali Roberta Papi - Amt ha messo a disposizione la metropolitana, mentre il municipio centro est ci lascia utilizzare la palestra di via delle Fontane come ricovero. Nel frattempo stiamo aspettando una risposta da Grande Stazioni».
Amt: marcia indietro. «Non si può continuare con la logica del rilancio». Così, Paolo Pissarello, risponde alle nuove richieste di parte dei sindacati Amt che hanno avanzato nuove richieste, dopo aver già firmato una bozza dell'accordo. «Chiedono nuove assunzioni - spiega il vicesindaco - ma sono pratiche che vanno affrontate in azienda. Il comune non c’entra e non può essere utilizzato come schermo dai sindacati in questa trattativa. Sarebbe importante evitare la politica dello sciopero che fa male alla città, all'azienda e ai lavoratori stessi».