La moschea punto d’incontro di otto terroristi

Tutte le strade portano alla moschea di Finsury Park. Secondo gli investigatori britannici dell’antiterrorismo, tutti gli otto attentatori di Londra sarebbero collegati al luogo di preghiera più discusso della capitale britannica.
La moschea a Nord di Londra non è un luogo estraneo agli estremismi: è lì che lo sceicco Abu Hamza al-Masri, ex imam celebre per i suoi discorsi «incendiari e fortemente politici» come sono stati definiti dalle autorità britanniche, recitava i suoi sermoni antioccidentali finché non fu diffidato dalla polizia. Il predicatore, oggi detenuto in attesa di processo con l’accusa di istigazione all’odio razziale e all’assassinio dei non musulmani, aveva organizzato nella moschea di cui era capo un centro ritenuto eversivo.
In questo scenario in cui le incitazioni all’ odio religioso non erano rare, secondo gli investigatori, si sarebbero incrociati i destini degli otto uomini, i quattro attentatori suicidi del 7/7 e i quattro ricercati del 21/7 che hanno messo in pratica le teorie predicate da Hamza. Ma la lista nera dei frequentatori «celebri» di Finsbury Park contempla anche Richard Reid, colui che nel 2001 cercò di farsi saltare in aria sul volo Parigi-Miami con dell’esplosivo nascosto in una scarpa e Zacarias Moussaoui, il «19º dirottatore» dell’11 settembre 2001. Uno dei ricercati degli attentati del 21/7, dicono gli investigatori, sarebbe addirittura un amico di Reid, conosciuto proprio a Finsbury Park.
Mentre negli attentati di Madrid i responsabili erano tutti di origine africana, e in quelli dell’11/9 erano quasi tutti sauditi, gli attentatori di Londra hanno passaporti diversi. Dunque ciò che spinge gli investigatori a seguire la pista della moschea a Nord di Londra, è il fatto che gli otto di luglio non avrebbero molto in comune, a parte l'abitudine di pregare nello stesso luogo.