Moschea, la vera delibera non esiste ancora

Che il sindaco Marta Vincenzi non sia proprio in sintonia con i concittadini, e in particolare con quelli che abitano al Lagaccio, lo dimostra se non altro (ma c’è ben altro...) la vicenda della moschea, che ha avuto il via libera semiclandestino della giunta di Tursi alla vigilia di Natale. Ebbene, il sindaco continua a sostenere che i genovesi sono entusiasti della prospettiva. Ma le reazioni del comitato di quartiere dove dovrebbe sorgere il tempio islamico, e di numerosi gruppi politici, non solo di centrodestra - basta vedere l’imbarazzo in casa Idv - oltre che le censure generalizzate di quanti vivono nella città della Lanterna fanno pensare piuttosto all’unanimità dei dissensi. A partire dalla Lega che promette di dare man forte agli abitanti del Municipio Centro Est: «Aderiamo all'idea dal Comitato di manifestare in via Napoli il 13 gennaio - annuncia il segretario provinciale del Carroccio, Edoardo Rixi -, ci saranno il blocco totale del quartiere e la serrata dei negozi. Chi è contrario alla moschea non deve nascondersi». Dal canto suo Lilli Lauro, consigliere comunale Pdl, invita «i cittadini del Lagaccio, ma anche chi crede nella democrazia, a venire al prossimo consiglio comunale il 12 gennaio e appoggiare il centrodestra che è l'unico che sta dimostrando con i fatti di essere vicino alle esigenze della gente. Ha ragione il presidente Biasotti a esprimere il suo sdegno per un metodo di politica antidemocratico». E mentre il consigliere municipale del Centro Est, Elio Salterini (Pdl), si fa interprete del gruppo Pdl nell’esprimere «il proprio dissenso sul via libera alla costruzione della moschea al Lagaccio», e sottolinea «la turbativa riguardo l’ordine pubblico che tale iniziativa potrebbe produrre», il coordinatore metropolitano Gianfranco Gadolla e il consigliere comunale Pdl Giuseppe Murolo, ricordano che «non si tratta di una delibera, ma di una decisione di Giunta, una semplice dichiarazione d'intenti senza alcuna valenza amministrativa. Pertanto la comunità islamica ad oggi non ha alcun diritto a pretendere la moschea al Lagaccio». Interviene anche Antonio Bruno, capogruppo di Sinistra Europea-Prc in Comune: «Il Partito dell’Amore si è velocemente trasformato nel Partito dell’Odio e, in Liguria, il centrodestra con la Lega, Sandro Biasotti e i consiglieri regionali Gianni Plinio e Matteo Rosso scatenano una campagna contro la costruzione di una moschea a Genova. L’odio contro l’Islam, pericolosamente speculare a quello di Al Qaeda contro gli occidentali, irrompe nella campagna elettorale forse per strumentalizzare paure e oscurare le piaghe del Paese e della regione». Immediata la replica di Plinio e Rosso (Pdl): «Nessuna campagna d’odio da parte nostra. Stiamo semplicemente promovendo un grande momento di democrazia partecipativa attraverso un referendum consultivo su base cittadina. Come in Svizzera. Solo dei democratici fasulli possono temere il libero responso popolare».