Moschee, la giunta ora gira a vuoto. E il Pdl dà battaglia nei consigli di zona

Nel nuovo incontro coi centri islamici, la giunta ha deciso di andarci
con i piedi di piombo. E lo si era capito già dalla sera prima, quando
il sindaco, Giuliano Pisapia, è stato costretto a una smentita sulle 12
moschee

Nel nuovo incontro coi centri islamici, la giunta ha deciso di andarci con i piedi di piombo. E lo si era capito già dalla sera prima, quando il sindaco, Giuliano Pisapia, è stato costretto a una smentita sulle 12 moschee: nessun numero dunque - questa è la linea - e nessuna decisione. Per ora, si limitano a ribadire da Palazzo Marino, si va avanti con una sorta di censimento della comunità islamica milanese. I centri, però, sono impazienti, e nonostante l’abilità politica di alcuni dei suoi dirigenti, qualcuno scalpita, come Abu Shwaima. Il leader del centro di Segrate, peraltro l’unica moschea con minareto, ha tirato fuori dai cassetti un vecchio progetto che prevede un mega centro in zona Crescenzago. L’idea a cui si riferisce Shwaima, frutto di un’altra epoca politica, pare avere alcune controindicazioni imbarazzanti, per il Comune: il prezzo «simbolico», la proprietà demaniale dell’area, le grandi dimensioni. Tre condizioni che oggi neanche questa giunta sembra poter sopportare. E non a caso si è affrettata a smentire, affermando che «non è stato discusso nessun progetto relativo a una grande moschea». Anche gli altri istituti hanno frenato, avanzando la richiesta di sedi «di zona», per accontentare il maggior numero di associazioni. Uno schema, però, che non è esente da controindicazioni e pericoli, come ha rilevato l’Ambrogino d’oro Mohamed Asfa. E intanto il Pdl prepara interrogazioni a raffica nelle zone per sapere in che modo i quartieri saranno coinvolti. Lo chiede anche il capogruppo in Consiglio del Pd, Carmela Rozza. Sembra lontana la promessa di una grande moschea. La sinistra si è resa conto che la questione è più complessa di un programma elettorale.