Le moschee primo centro di reclutamento

Caro Lussana, forse l'argomento è, allo stato, quiescente, in quanto non leggo notizie in proposito da un certo tempo. Tuttavia, poiché, sulla questione della moschea di Cornigliano, ho letto, comunque, qualche intervento, anche recentemente su «il Giornale», che dando per scontata la sua apertura, ne contesta, soltanto, la collocazione, e poiché mi è capitato di leggere recentemente il bel saggio di Magdi Allam Vincere la paura (che consiglio a tutti), ritengo opportuno riportare alcuni brani, assolutamente significativi.
L'autore (pag. 87), premesso che solo una minima parte dei mussulmani, in Italia è di circa il 5%, frequenta abitualmente le moschee, afferma che, come «cittadino italiano di cultura occidentale che patrocina una comune civiltà dell'uomo incentrata sul valore della sacralità della vita di tutti... non può restare inerte di fronte al dilagare degli integralisti e degli estremisti islamici che di fatto controllano la gran parte delle moschee in tutto l'occidente». E continua «Sento il dovere etico e civile di mettere in guardia l'occidente dalla trasformazione di luoghi di culto in centri di indottrinamento ideologico e di arruolamento terroristico, nell'interesse collettivo degli occidentali. Come si può ignorare che la conversione di Mohammad Atta e del gruppo dirigente del commando di diciannove dirottatori-kamikaze dell11 settembre 2001, è avvenuto in due moschee di Amburgo? Possiamo continuare a far finta di niente quando abbiamo al certezza che talune moschee in Italia fungono da centri di reclutamento dei combattenti e degli aspiranti kamikaze isalamici da inviare in Iraq? E, in ogni caso, uno stato che non abbia la vocazione al suicidio non può permettersi il lusso di lasciare campo libero ai predicatori dell'odio e della violenza».
Parole che provengono non da un forsennato arruffapopoli in cerca di visibilità elettorale, ma da un sereno ed informatissimo commentatore (vice direttore del Corriere della sera e già notista di Repubblica) che è e si definisce orgogliosamente mussulmano anche se laico. Parole che collocano il problema ben al di là del diritto civile o amministrativo, ma che impongono una riflessione e che dovrebbero consentire una discussione svincolata da i giochini squallidi della politichetta e delle ripicchette. Tuttavia, timeo fortiter....