Moschetti e carri armati a guardia della Capitale

La battaglia in difesa di Roma durò meno di due giorni. Nella notte fra 8 e 9 settembre 1943, nella zona compresa fra la stazione ferroviaria della Magliana e la Cecchignola, a cavallo della Via Ostiense, si affrontarono granatieri italiani e paracadutisti tedeschi. Il primo colpo di moschetto partì dal caposaldo 5, comandato dal capitano dei granatieri Domenico Meoli, il quale sbarra la Via Ostiense all’altezza della chiesa dei Santi Pietro e Paolo all’Eur. I tedeschi hanno deciso di giocare d’astuzia, prima tentando l’approccio «amichevole», offrendo sigarette e cibo in cambio di armi («tanto per voi la guerra è finita», dicono). Poi, incassato un primo rifiuto di «patteggiare», insistono, e questa volta un reparto della sezione mortai cade nella trappola. Risultato: una cinquantina di morti da entrambe le parti. Inutile, da parte dei granatieri, il tentativo di mettersi in contatto con il Comando operativo dello Stato Maggiore. Dopo alcune ore di combattimenti, all’alba del 9 quasi tutte le artiglierie italiane sono messe fuori combattimento. L’«Ariete» si scontra con le punte più avanzate della 3ª divisione panzer nella zona di Monterosi e poi verso Bracciano. Intanto a Roma aumenta lo stato di confusione dei soldati, che escono dalle caserme e chiedono in giro abiti civili. E, dopo che nel pomeriggio, in un appartamento di Via Adda, viene stilato l’Atto Costitutivo del Comitato di Liberazione Nazionale, verso sera i granatieri perdono posizioni: i tedeschi si avvicinano rapidamente alla capitale. Nella mattinata del 10, altro trabocchetto tedesco: chiedono di transitare sul ponte della Magliana per proseguire verso nord, ma, dopo aver ottenuto il via libera, riprendono i combattimenti. I romani chiedono le armi. Poco dopo, i tedeschi rompono la tregua concordata e attaccano il Comando del reggimento installatosi in una palazzina della Montagnola. Nel tardo pomeriggio l’Agenzia Stefani comunica: «Le trattative iniziate ieri tra le Autorità militari italiane e tedesche si sono concluse oggi alle 16».