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«La 68esima Mostra si aprirà nel nuovo Palazzo del cinema», annuncia convinto il presidente della Biennale, Baratta. Mancano tre anni alla data del 2011, chissà se andrà proprio così. Ieri mattina, con solenne cerimonia sotto il tendone, la posa del primo mattone sotto lo sguardo soddisfatto, quasi commosso, del ministro Bondi. Al suo fianco il governatore Galan e il sindaco Cacciari. L'uno molto ottimista, a difesa di quella che definisce «la più importante, anzi unica, Mostra di questo Paese». L'altro più realistico, pronto a ricordare che «la strada non è in discesa». Il problema è tutto lì. La Regione stanzierà 10 milioni di euro, lo Stato 20, ma i restanti 40 devono venire dal Comune: solo che prima bisogna rivendere a prezzi congrui l'area dove sorgeva l'ospedale del Lido. E non sarà facile.
SI RISPARMIA. Cinecittà Holding - non s'è mai capito bene perché - ogni anno teneva all'Excelsior durante la Mostra un consiglio d'amministrazione. Governasse il centrosinistra o il centrodestra. Da quest'anno si cambia. Essendo stato nominato da Bondi amministratore unico della holding, Gaetano Blandini, attuale responsabile della Direzione cinema, ha abolito la ridicola consuetudine. Avrebbe dovuto riunirsi da solo. Di più: grazie alla varietà degli sponsor (Moroso, San Pellegrino, Artemide, Bisol, eccetera), il padiglione Spazio Italia è venuto a costare di meno. Risultato: un risparmio di oltre 400mila euro, da 530 dell'anno scorso a 150. Naturalmente anche grazie al taglio netto delle stanze nell'albergo stralusso: da 13 a 3.
SPIKE LEE. Il regista afro-americano gira per Denver, alla convention democratica, indossando una t-shirt con la scritta Miracolo a Sant'Anna, titolo del suo film italiano ambientato nella Seconda guerra mondiale (vi si racconta anche un massacro compiuto dai nazisti). Avrà la sua prima mondiale a Toronto, non a Venezia, come pure ci si aspettava. Müller ha già spiegato diplomaticamente perché: «Meglio l'anteprima in un contesto americano». La verità? Il film sarebbe troppo lungo e pieno di imprecisioni. In particolare una scena avrebbe fatto infuriare i selezionatori veneziani: una chiesa piena di salami che pendono dal soffitto. Va bene «colorire», ma con giudizio.
PACINO-DE NIRO. Era vero, neanche il Festival di Roma, che pure dedica un premio alla carriera a Pacino, vuole Righteous Kill, il poliziesco che rimette insieme la coppia De Niro-Pacino. Troppo brutto. I due attori arriveranno nella Capitale il 16 ottobre per lanciare il film, al riparo da ogni festival.
POSTERIORE. C'è una battuta di Burn after reading che è già diventata cult (anche un po' stracult) tra i giornalisti al Lido. Il maldestro George Clooney sussurra all'amante Tilda Swinton, gelida e bollente insieme: «Lo rifacciamo nel posteriore?». Lei: «Ma come sei volgare». E lui: «Intendevo sul sedile di dietro dell'auto».