Mosley: «Non temo boicottaggi nel Gp di Francia»

Le sette sorelle con gomme Michelin e le parole di Stoddart, patron della Minardi, non spaventano Mosley. Secondo il presidente della Fia, per Renault, McLaren, Williams, Toyota, Sauber, Red Bull e Bar, lo sciopero a Magny-Cours costituirebbe solo un atteggiamento «autolesionistico». Le probabili sanzioni per la mancata partecipazione ad Indianapolis saranno decise domani dal Consiglio mondiale della Fia e andranno dalla sottrazione di punti, alle multe, ad un’ammonizione.
«La situazione è stata particolarmente irritante - ha detto Mosley -. Perché non credo che il problema con i pneumatici Michelin fosse così grave. Penso che la situazione sia stata creata deliberatamente. Ad ogni modo il compito della Federazione è di garantire la sicurezza in pista e in questo senso ho avuto il conforto anche di Ron Dennis della McLaren, il quale ha capito che senza test l'ipotesi di modificare il circuito non era praticabile. Ho trovato la mossa di rientrare ai box dopo il giro di ricognizione molto stupida». Mosley, al contrario di Stoddart, pensa che la Fia non abbia colpa per quello che accadde ad Indianapolis. La gara fu disputata solo da tre scuderie con gomme Bridgestone. Il gran premio di Francia non sarebbe in crisi per il presidente Fia, che ottimistico conclude: «Non mi preoccupa la possibilità di un eventuale sciopero dei team Michelin per il prossimo gp. In questi casi, la Federazione vince sempre».