Mosley riapre la spy-story «Dennis mi ha mentito»

C’è qualcuno che ha raccontato qualche bugia, oppure, come ha detto ieri a Montecarlo Max Mosley: «Ho l’impressione che Ron Dennis il 26 luglio non mi abbia detto tutta la verità». E così il presidente della Fia adesso non si fida proprio più di nessuno e ha rinviato la decisione definitiva sulla regolarità della McLaren-Mercedes della prossima stagione, riaprendo tutta la spy story che tiene legati Mike Coughlan ex capo progettista McLaren e Nigel Stepney ex capomeccanico Ferrari. Una storia a due che potrebbe riciclare questa spy story in una love story, visto che tutta la verità slitta al giorno di San Valentino del prossimo anno. Con nuovi interpreti, in quanto Mosley non ha escluso il coinvolgimento di altre persone.
«Coughlan aveva scambiato 323 sms con Stepney, altri ne erano al corrente e adesso è necessaria una nuova udienza - ha dichiarato quasi sconsolato Mosley -. Avremmo voluto chiudere qui la vicenda ma non è stato possibile».
La McLaren-Mercedes, già punita nella stagione 2007, rischia sanzioni anche nella prossima. Il team di Ron Dennis potrebbe subire nuovi provvedimenti se elementi della sua vettura fossero riconducibili alle informazioni sottratte alla Ferrari. «Abbiamo ricevuto una relazione che rende necessaria una nuova udienza», si limita a dire Mosley, che non offre nessuna anticipazione sui risultati dell’indagine: «È una vicenda sulla quale si potrebbe speculare. Non avremmo fissato una nuova udienza e non chiameremmo persone da tutto il mondo se non avessimo motivi validi». Insomma la McLaren rischia ancora.
Il consiglio mondiale ha quindi rimandato al prossimo 14 febbraio, in occasione del meeting che si tiene a Parigi, la decisione in merito al caso dell’ipotizzato utilizzo da parte della McLaren-Mercedes dei dati provenienti illegalmente dalla Ferrari sulla monoposto che verrà schierata nel mondiale del 2008. Quel giorno davanti al dipartimento tecnico della Fia, si dovranno presentare anche la Ferrari e gli altri team in grado di fornire elementi utili. Se venisse giudicata colpevole, la McLaren rischierebbe di essere estromessa dal mondiale al via il 16 marzo da Melbourne con il Gran Premio d’Australia.
Così come rischia ancora anche la Renault che ha acquisito informazioni appartenenti alla McLaren. «Ma non ci sono prove che questo materiale abbia condizionato il mondiale», ha precisato Mosley che ha assicurato che «se arriveranno altre informazioni, anche questa inchiesta verrà riaperta».