Da Moss a Massa. Se le medaglie ti rivoluzionano la F1...

Lo studio Fia sulla proposta di Ecclestone di premiare i primi tre con oro, argento e bronzo, anziché con i punti, se applicata in passato avrebbe dato il titolo a Stirling Moss, a Pironi (nonostante l'incidente che mise fine alla sua carriera a metà stagione) e, nel 2008, a Massa

A due giorni dalla pubblicazione non è ancora dato sapere se si sia trattato solo di una provocazione o di qualcosa di più. Come a dire signori lasciamo perdere perché la storia delle corse e fatta di feriti e punti, nel senso di punteggi, le medaglie non fanno per questo sport. Fatto sta, fa ancora discutere la ricerca messa on line dalla Federazione internazionale dell'auto, su come sarebbero cambiati i risultati finali degli ultimi 59 anni di mondiali F1 se ci fosse sempre stato il sistema delle medaglie. Già, le medaglie. Trattasi della proposta del patron del Circus, Bernie Ecclestone, che di fatto copia il podio di qualsiasi competizione olimpica o mondiale. Oro al primo, argento al secondo, bronzo al terzo (attualmente vanno 10 punti al primo, 8 al secondo, 6 al terzo, 5 al quarto e via a scalare). Il titolo di campione del mondo F1 andrebbe, dunque, al pilota con più medaglie d'oro. In caso di parità entrerebbero nel conteggio i metalli minori. Ebbene, l'idea che avrebbe come scopo principe quello di rendere più interessanti i Gp, spingendo i piloti a fare meno calcoli e più sorpassi, porta in seno alcuni risultati sorprendenti. Un paio addirittura irriverenti. Il primo: Nelson Piquet senior, campione del mondo brasiliano con ben tre titoli mondiali in bacheca, senza punti ma con le medaglie, perderebbe tutti e tre i campionati. Con lui - ed è qui che ci si chiede se la Fia con la ricerca non abbia voluto irridere un poco Bernie Ecclestone - perderebbe i mondiali vinti il team per cui aveva conquistato due dei tre campionati: ovvero la Brabham all'epoca di proprietà proprio di Bernie Ecclestone. Ma lo studio è ricco di altre curiosità. Ad esempio: con le medaglie, in ben 13 occasioni sui 59 campionati disputati, il campione del mondo sarebbe stato diverso. Non solo. Ben tre piloti, che mai nella realtà hanno vinto il Mondiale, avrebbero chiuso la stagione con il titolo di campione: l'inglese Stirling Moss (nel '58 al posto di Mike Hawthorn), il francese Didier Pironi (nell'82 al posto di Keke Rosberg che vinse anche grazie al terribile incidente che mise fine alla carriera del ferrarista) e, lo scorso anno, Felipe Massa al posto di Lewis Hamilton. E ancora: il francese Alain Prost potrebbe ora contare cinque titoli anziché i quattro vinti nella realtà, mentre l'inglese Nigel Mansell ne avrebbe ottenuti addirittura tre invece che uno. Intoccabili invece i sette titoli iridati vinti dal primatista di ogni tempo, il tedesco Michael Schumacher, così come i 5 di Juan Manuel Fangio. Ovvero: i cannibali sono cannibali con qualsiasi sistema.