Mossa del governo, regalo di Lega e Pdl a Milano "No tax area per le imprese entro una settimana"

La fiscalità di vantaggio sul modello di Londra forse in Parlamento già
la settimana prossima. Al vaglio pure un bonus ai residenti che si
sposano. L'idea già messa a punto a marzo dalla Moratti. Si sposteranno due ministeri: Sviluppo a Milano e Ambiente a Napoli

Roma - Dopo «l’annuncio epocale» che avrà luogo nell’imminente Pontida, Calderoli l’enigmista ha proposto un altro indovinello elettorale. «Ci sarà settimana prossima una grossa sorpresa che verrà presentata da Berlusconi e Bossi e che credo cambierà completamente il modo di pensare dei milanesi e di tutti coloro che sono al ballottaggio» ha detto il ministro nella Telefonata di Maurizio Belpietro su Canale 5. Un indizio? «Non anticipo nulla, la sto preparando io la sorpresa...». Quiz: di che sorpresa parla Calderoli? Nella Lega, a partire dalle prime linee, sembra non sapere niente nessuno. È un’iniziativa pensata il giorno prima da Bossi e Berlusconi, con la collaborazione dell’uomo macchina del Carroccio, l’instancabile bergamasco. Ma qualcosa trapela dalla Lega. Ci sono tre ipotesi di «sorpresa», la prima avrebbe un doppio risultato e un vantaggio sulle altre tre. Cioè si potrebbe, teoricamente, trasformare in legge addirittura prima del ballottaggio, «perché basta inserirla nel decreto all’ordine del giorno lunedì (quello che riguarda anche il nucleare, ndr), su cui mettere la fiducia il giorno dopo per poi mandarlo al Senato per l’approvazione definitiva in settimana» rivela un importante parlamentare della Lega. Si tratterebbe dello spostamento del ministero dello Sviluppo economico a Milano, una parte importante del progetto di decentramento su cui Bossi ha individuato come un obiettivo fondamentale dell’azione leghista per questa legislatura. «Ma ci sono due città importanti al ballottaggio, non sono Milano ma anche Napoli», e quindi in contemporanea si trasferirebbe l’Ambiente nel capoluogo campano, «sennò dicono che la Lega pensa solo a Milano».

Ma si fa strada un’altra versione della «sorpresa», che in realtà non è nuova perché Letizia Moratti l’aveva già abbozzata a fine marzo con Tremonti, prima di lasciarla cadere. È l’idea di Milano come «free tax zone» per le imprese, offrendo una fiscalità di vantaggio sul modello di città come Londra o Dublino (o più italianamente, Livigno), che garantisce alle società finanziarie e alle imprese che vogliono investire nella capitale dell’economia italiana una tassazione vantaggiosa, così da trasformare Milano in «piazza finanziaria europea importante per il risparmio gestito», come disse il sindaco di Milano in persona ad inizio aprile, parlando di quel progetto. Anche questo finirebbe nel decreto omnibus che il Parlamento esaminerà da settimana prossima (con probabile fiducia). «A fiuto è questa la sorpresa per Milano» abbozza un big della Lega in Lombardia, sempre a microfoni spenti. Però nella stessa Lega ci sono dei dubbi sulla fattibilità a brevissimo termine di questo provvedimento, perché «bisogna tenere conto dell’Ue e dei vincoli che ci impone, si potrebbe configurare come un aiuto di Stato» dice un deputato leghista. Però una campagna anti-tasse farebbe bene il paio con la descrizione di Pisapia come il sindaco delle nuove tasse (è dell’opposizione in generale, che vuol dire «più tasse per tutti» dice infatti Berlusconi). Funzionerebbe, almeno come slogan.

Dunque non è ancora ufficiale che sia questa la grande novità destinata, secondo Calderoli, a far balzare dalla sedia i milanesi. Anche perché c’è un’altra interpretazione del terzo segreto di Calderoli. Dicono i calderoliani del Carroccio che nella testa dei capi (Calderoli con Bossi e Tremonti) frulla da qualche tempo un altro progetto ancora su Milano, anche questo messo nel cassetto ma estraibile nell’emergenza attuale. Si parla di un bonus per le coppie di residenti che si sposano, meno di 3mila all’anno (per la precisione 2.872 matrimoni celebrati a Milano nel 2010) che, con un impegno finanziario di qualche milione di euro, introdurrebbe un aiuto molto gradito e appetibile dal punto di vista elettorale, e anche utile per attirare il voto centrista-terzopolista, sensibile al tema della famiglie. Si farà, non si farà? La strada più probabile sempre la seconda, quella della no tax area, almeno a giudicare da quando dicono i leghisti. Ma non è detto che basterà per battere Pisapia.

Anche se la Lega sta mobilitando i suoi, puntando sugli aspetti più terrificanti, per l’elettorato moderato, del programma del candidato di centrosinistra (rom, moschee, tasse). I capi della Lega mostrano ottimismo sui ballottaggi (Calderoli: «Assolutamente sì», possiamo vincere), anche se tutti sanno che è dura. A meno che la sorpresa no faccia veramente saltare sulla sedia. Soprattutto Pisapia e i «suoi rom».