La mossa di Papandreou:"Governo di transizione"E il referendum non si fa

Il premier greco pronto ad accettare un governo di transizione ma non a dimettersi. E non convince l'opposizione. Referendum evitato, ma le risorse finanziarie finiranno a dicembre

L'Eurotower traballa. La Grecia ha paura. Dopo la scelta del governo greco di indire un referendum sulla possibilità di restare o meno in Europa, la situazione ad Atene è tutt'altro che tranquilla. Il premier George Papandreou è pronto ad accettare la costituzione di un governo di transizione per portare il Paese alle elezioni anticipate. Diversi deputati socialisti avevano, infatti annunciato che non avrebbero appoggiato la fiducia che si voterà  domani. Non solo. Il referendum proposto da Papandreou non si svolgerà dal momento che i principali partiti sono riusciti a raggiungere un’intesa. Tuttavia il vero problema resta: "La Grecia ha risorse finanziarie solo fino a metà dicembre".

"L'eurogruppo vorrebbe che Atene restasse nell’Eurozona, ma non a tutti i costi". Il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker citica il governo greco: "Gli abbiamo fatto notare, senza tuttavia fargli un vero rimprovero, che il suo comportamento è sleale". Secondo Juncker, l'uscita di Atene dalla moneta unica non sarebbe lo "scenario da prediligere" sebbene l'Unione europea debbe prepararsi anche a questa evenienza. "Non possiamo andare avanti in modo permanente sulle questioni greche come se fossimo sulle montagne russe - ha continuato - dobbiamo sapere dove tutto questo porterà". Ad ogni modo Papandreou ha fatto sapere che il referendum porrà alla cittadinanza una domanda secca su se restare o no nell’Eurozona. "L’Eurogruppo però - ha
concluso Juncker - avrebbe voluto essere informato già nei vertici europei precedenti del referendum in programma".

Ma Papandreou non riesce comunque a convincere l'opposizione. "Fa finta di non aver capito cosa gli ho detto", ha detto il leader di minoranza Antonio Samaras, che pretende il voto anticipato entro sei settimane e aggiunge: "Gli ho chiesto di dimettersi. Ha appiccato il fuoco ovunque ed è tornato come se niente fosse. Un ritorno alla normalità vuol dire elezioni, entro sei settimane se possibile". In serata quindi il premier è tornato in Parlamento per ribadire che un'eventuale dimissione sarebbe un gesto "irresponsabile". "Non sono legato alla mia poltrona", ha detto Papandreou tornando a tendere una mano alle opposizioni con le quali "devono iniziare subito le trattative".