Prima mossa di Prodi: bloccare i cantieri

A rischio i lavori di Ferrovie e Anas. Con un obiettivo: evitare la manovra correttiva

da Roma

Romano Prodi rompe il silenzio elettorale e alza il tiro sui conti pubblici italiani parlando di «cifre preoccupanti», che rischiano di portare alla «chiusura di cantieri in settori importanti come Ferrovie ed Anas». Il presidente del Consiglio, ha tenuto nella tarda serata di ieri un vertice con il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, i vicepremier D’Alema e Rutelli, i ministri Bersani e Amato e il sottosegretario Enrico Letta. Secondo il premier la situazione dei conti pubblici è «preoccupante». Secondo il responsabile dell’Economia «anche se la due diligence (la verifica dei conti, ndr) non è ancora compiuta, le situazioni si vanno chiarendo». Nel mirino ci sarebbero due importanti parametri: il rapporto deficit-pil ed il saldo primario nel 2005. Secondo il ministro «questi strumenti di controllo del disavanzo predisposti per il 2006 creano situazioni di grave tensione, quale il rischio di chiusura di cantieri in settori importanti come le ferrovie e l’Anas».
Prodi e Padoa Schioppa hanno preannunciato «decisioni e interventi necessari» nel momento in cui il quadro sarà più chiaro. L’incontro, che si è concluso a tarda ora, non avrebbe «nessun collegamento» con il viaggio che oggi il Professore farà a Bruxelles, ma è plausibile che oggi Prodi possa sondare il terreno con il presidente della Commissione Ue, Manuel Durao Barroso, per rinviare a fine 2008 del rientro del deficit sotto il 3%.
Il presidente del Consiglio vedrà fra gli altri anche «Mr. Euro», il premier lussemburghese Jean-Claude Junker, e il responsabile della politica estera europea Xavier Solana. Anche per evitare una manovra correttiva da almeno 7 miliardi di euro, che avrebbe l’effetto di frenare la ripresa economica, il governo sembra intenzionato a chiedere più tempo a Bruxelles. I precedenti non mancano: l’ultimo rinvio è stato concesso alla Germania di Angela Merkel, che ha presentato un programma di risanamento «di legislatura». Il problema, per il governo, è di preparare una legge finanziaria 2007 «pesante», che contenga non solo misure di risparmio di spesa, ma anche il finanziamento del taglio di 5 punti del cuneo fiscale-contributivo. Ancora pochi giorni fa, all’assemblea della Confindustria, Prodi e il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, hanno confermato la promessa di una riduzione forte del costo del lavoro già dall’anno prossimo: ogni punto di taglio del cuneo costa però 2 miliardi, per un totale di 10 miliardi di euro. La manovra complessiva 2007 potrebbe dunque superare i 30 miliardi di euro, una cifra molto consistente, analoga a quella che lo stesso Prodi varò all’epoca dell’ingresso dell’Italia nell’euro.
La questione è stata affrontata preliminarmente da Tommaso Padoa Schioppa, in una cena di lavoro con il commissario agli Affari economici, Joaquin Almunia, mercoledì scorso a Roma. La sensazione è che Almunia preferirebbe una manovra correttiva, nel caso lo scostamento del deficit fosse nell’ordine dei tre-quattro decimi di punto. I risultati della due diligence compiuta dagli esperti del Tesoro, dell’Istat, dell’Isae e di Bankitalia dovrebbero giungere nelle mani del ministro dell’Economia entro il fine settimana.