«Mossa sbagliata, frutto della paura»

da Milano

Per bocciare Ben Bernanke, cita Luigi Einaudi: «Sa cosa diceva? Ogni manovra monetaria riesce a quel manovratore il quale alla chiarezza delle idee astratte unisce l’intuito dei fatti invisibili». Non è proprio piaciuta ad Alberto Quadrio Curzio, preside della Facoltà di Scienze politiche della Cattolica di Milano, la manovra d’emergenza decisa ieri dalla Fed.
Professore, cosa c’è di sbagliato nell’agire della Fed?
«Ho l’impressione che Bernanke si sia lasciato spaventare dai mercati. E se il governatore di una banca centrale ha paura, allora vuol dire che non sta al posto giusto. Non si deve intervenire con misure eccessive sotto l’incalzare degli eventi».
Meglio Greenspan?
«Greenspan aveva grandi capacità di intuito, ma ha avuto il demerito di abbassare troppo i tassi in seguito alla crisi del 2001 e di accorgersi in ritardo che andava perseguita una politica monetaria più rigida».
Anche Bernanke ha sbagliato il timing degli interventi?
«Certamente. La scorsa estate la Fed ha dapprima tagliato il tasso di sconto, usato pochissimo dal sistema bancario. Poi ha aspettato un mese prima di ridurre i Fed Fund: lì, se aveva contezza della crisi, avrebbe dovuto abbassare il costo del denaro con maggiore determinazione. C’è stata eccessiva cautela allora, quanto oggi c’è un eccesso di imprudenza».
Il piano di sgravi fiscali annunciato da George W. Bush può essere un antidoto contro la crisi?
«Il pacchetto ammonta a 150 miliardi di dollari. È una cifra significativa, senza dubbio, ma resta da vedere se il piano punta a favorire i consumi. Se così fosse, l’America finirebbe per alimentare il solito circolo vizioso, continuando a vivere al di sopra dei propri mezzi».
La recessione: ci sarà, o sarà evitata?
«Lo scenario è serio, ma non penso che ci sarà recessione. Soprattutto, non credo a una crisi mondiale. I Paesi extra-Ocse cresceranno di oltre il 6%, per non parlare di Cina e India. Ecco, proprio la Cina potrebbe far da traino all’economia mondiale se riuscirà ad aumentare gli investimenti interni, migliorando il benessere della popolazione e stimolando quindi la domanda interna. La rivalutazione dello yuan darebbe inoltre impulso alle importazioni».
Il ministro Padoa-Schioppa dice che l’Europa sta molto meglio degli Stati Uniti...
«Ha ragione: noi cresciamo più lentamente, ma con più regolarità. Il nostro deficit commerciale non è gigantesco, il controllo dell’inflazione è maggiore, non abbiamo necessità di importare beni durevoli e non durevoli. Semmai, siamo carenti nella dinamica innovativa e abbiamo un problema demografico».
La Banca centrale europea fa bene a non ascoltare chi chiede un taglio dei tassi?
«Il comportamento di Trichet è stato finora ineccepibile. Spero che non ceda a queste richieste, ma sarebbe anche buona cosa se non alzasse il costo del denaro».