Mossa a sorpresa di Berlusconi: «Il G8 di luglio si terrà all’Aquila»

nostro inviato all’Aquila

Il tam tam inizia quasi subito. Al mattino, non appena si mette piede a Coppito. «Oggi ci sarà una sorpresa», avverte qualcuno. Ma ciò che non t’aspetti non ha nulla a che vedere, se non di sbieco, con il decreto Abruzzo. E allora, qual è questa sorpresa? La domanda diventa collettiva. Finché arriva la «bomba», che di lì a poco incasserà l’ok della Gran Bretagna (apertura dagli Usa, che attendono sviluppi). Cioè, Silvio Berlusconi intende spostare il G8 della Maddalena all’Aquila. Boom. Ci credono in pochi. E bisogna attendere la fine del Consiglio dei ministri, convocato in loco, sulla scia dell’esperienza avviata a Napoli in piena emergenza rifiuti, per avere conferma del via libera. Anche perché qualcuno, di prim’acchito, storce un po’ il muso. Così, nell’immenso piazzale della Scuola sottufficiali della Guardia di finanza, ormai «cittadella delle istituzioni», ci si guarda stralunati. Passa il sindaco, Massimo Cialente, che si sbottona: «Sì, me ne aveva già parlato Bertolaso una settimana fa. Sarà un grande impegno, ma siamo pronti».
È quasi l’una, tutti in sala stampa. Il Cavaliere spiega: «Abbiamo visto che per la gestione, l’impegno delle forze dell’ordine e una serie di altre opere, ci sarebbe stata una spesa superiore ai 220 milioni di euro. E poiché in Italia si è dato vita a una polemica sul costo del referendum, e si è fatto tanto scandalo anche se il suo costo è di 50 milioni, ci siamo detti: perché non darli per la ricostruzione?». Tra l’altro, aggiunge, «abbiamo anche la fortuna» di avere una struttura, riferendosi alla caserma delle Fiamme gialle - estesa per 540mila metri quadrati - «che può accogliere capi di Stato, delegazioni e giornalisti».
La sede della Maddalena, sottolinea, «era persino troppo bella, con tanto di nave di lusso», ma non sarebbe stata «consona in un momento di crisi economica». In Sardegna, in ogni caso, si potrebbe tenere «un summit sull’ambiente in autunno, chiesto dal presidente Obama». La scelta sull’Aquila, invece, è in linea con una «gestione più sobria», che può favorire il «contatto fisico e diretto» da parte dei leader mondiali. E poi, visto che «tra i temi del G8 c’è la prevenzione delle calamità naturali, quale sede era più appropriata di una terra ferita dal terremoto?».
«Dovrò parlarne» con gli altri capi di Stato e di governo, avverte però Berlusconi, che avrebbe già sondato la posizione di Obama. Possibilista, ufficialmente, la posizione degli Stati Uniti, anche se si sta valutando con favore l’ipotesi. «Siamo in contatto con i rappresentanti italiani - riferisce un funzionario della Casa Bianca - per comprendere gli sviluppi». Disco verde intanto da Londra. «La Gran Bretagna è pronta ad aiutare l’Italia in ogni modo possibile», afferma un portavoce di Downing Street, Lynn Eccles, convinto che «le decisioni sulla sede del summit del G8 spettano al governo italiano». In merito alla questione sicurezza, pronostica intanto il Cavaliere, «non credo che i no-global avrebbero la voglia, la faccia, il cuore di venire qui a manifestare in modo duro».
La scelta caduta sul capoluogo - recita la nota di Palazzo Chigi sul Cdm - rappresenta «un forte segnale per il rilancio di zone così duramente colpite». A cui saranno destinati, «per ora», rimarca il Cavaliere, «8 miliardi di euro», da qui al 2013, «per riportare l’Abruzzo in condizioni di normalità». Una somma «sufficiente, ma potranno anche esserci stime diverse». La «novità» è che «per la prima volta si risponde senza un aumento della pressione fiscale, senza mettere le mani nelle tasche degli italiani». E allora, «si spostano spese, investimenti e si riducono sprechi». Senza fermare le opere in cantiere: «Ci sono richieste che sono quasi imminenti e avranno i soldi necessari».
Intanto la macchina dei soccorsi prosegue il suo lavoro («si è realizzato un miracolo di cui essere orgogliosi»), con un costo giornaliero di «tre milioni». Ma «vogliamo costruire in 5-6 mesi - ripete il Cavaliere - vere case, progettate come campus». E a tale scopo «sono state individuate 15 aree dove intervenire, con piastre di cemento armato capaci di sopportare scosse sismiche». Per Berlusconi, la sfida, «visionaria e di lungimirante follia», è sempre una: «Trasformare il male in bene e costruire abitazioni bellissime e sicurissime, prima che arrivi il freddo». Destinate a circa «13mila persone».
Sul versante architettonico, invece, il governo ha già stilato un elenco di 44 beni culturali da ricostruire, riferisce il presidente del Consiglio, «in modo che la solidarietà si concretizzi in modo immediato», attraverso una sorta di «adozione a distanza» da parte dei Paesi stranieri. E generosa dovrà essere pure l’Ue, su cui il governo conta per «più di 500 milioni». Infine, fuori tema, replica così a chi gli chiede quale sia il senso profondo della Festa della Liberazione: «Ne parliamo il 25 aprile».