Le mosse di mercato

Torino Quarta in classifica a meno sei dal Milan, dietro anche Lazio e Napoli. Ma più tre rispetto all’Inter e con dodici risultati utili alle spalle: la Juventus che stasera ospita la Fiorentina trasmette serenità e soddisfazione. Addirittura, Delneri rivela che «la parola scudetto non ci fa paura, semmai ci inorgoglisce. Se lo dicono gli altri, vuol dire che anche noi siamo in lizza per un risultato importante. Il problema è che quando dici scudetto, ragioni a lunga scadenza: noi invece vogliamo concentrarci su quello che ci capita giorno dopo giorno». Stasera capiterà Gilardino: uno degli oggetti del desiderio dei mercati che verranno, tanto più che in casa Juve un vero bomber non c’è. «Venticinque gol li abbiamo però fatti finora solo noi - gongola Delneri -. Con un attaccante che avesse già fatto sfracelli, non è che saremmo a 80. I gol sarebbero sempre quelli: semplicemente, sarebbero stati distribuiti diversamente. Io penso alla squadra e a come migliorarla: intanto aspettiamo Amauri, poi vedremo se a gennaio potremo completarci».
Magari proprio in attacco. O magari con un innesto di qualità in difesa. Di sicuro, la Juve targata Agnelli e Marotta intende rifarsi a quella degli anni ’70 e ’80: «Vogliamo tornare ai tempi passati, quando la Juve sceglieva giocatori dalla provincia e li faceva crescere portandoli poi a vincere - spiega Delneri -. Gentile per esempio giocava nel Varese, mica nel Real Madrid». Gli esempi abbondano, facilmente e ovviamente: Scirea e Cabrini nell’Atalanta, Tardelli nel Como, Platini nel Saint Etienne e avanti così: «Quando si vanno a prendere certi giocatori li vedi, li controlli e li conosci personalmente. A quel punto cerchi di formare un gruppo di ragazzi motivati che abbiano voglia di arrivare in alto e di scrivere altri capitoli di una storia leggendaria. Noi dobbiamo solo imparare da chi c’era prima e continuare la tradizione». E allora: Del Piero (a proposito: prelevato dal Padova) è l’ideale ponte tra la Juve che fu e quella che sarà presa per mano da chi - come Chiellini, Marchisio, Aquilani, Krasic e Sorensen - ha già dimostrato di averne capito lo spirito. Mastro Delneri lavora e non si scoraggia: tanto per fare un esempio la difesa, dopo avere incassato nove gol nelle prime cinque giornate di campionato, ne ha subiti appena quattro nelle successive otto. «La testa lavora meglio adesso rispetto a inizio stagione e i risultati si vedono: c’è più voglia di aiutarsi e sacrificarsi da parte di tutti». Gilardino e Fiorentina permettendo, stasera la truppa proverà a confermarsi. Delneri se la ghigna: «Sono entrato in questo ambiente in punta di piedi perché era giusto conoscersi e capirsi. Mi trovo bene, certo: e spero di tenermi stretta la Juve per un bel po’ di tempo». Crescendo e vincendo, magari.