Mostrò gli sms della Ventura Bettarini ora rischia il processo

Nel dossier per la separazione l’ex marito della showgirl inserì i messaggi della moglie. Il Pm: ricettazione, violazione della privacy e della corrispondenza

Enrico Lagattolla

da Milano

Dalle cronache mondane, a quelle giudiziarie. Un’altra tegola sulla testa di Stefano Bettarini, l’ex «bello» del calcio italiano. Non bastasse una separazione non proprio consensuale dalla showgirl Simona Ventura, ieri è arrivata la comunicazione di chiusura delle indagini da parte del pubblico ministero Frank Di Maio, titolare dell’inchiesta relativa alla pubblicazione degli sms scambiati tra l’ex moglie di Bettarini e il produttore televisivo Giorgio Gori. Un atto che prelude a richiesta di rinvio a giudizio, atteso con ogni probabilità per i prossimi giorni. Violazione del segreto di corrispondenza, violazione della privacy e ricettazione le ipotesi di reato. Dalle pagine dei rotocalchi, ai fascicoli della Procura milanese.
Una vicenda legata a doppio filo al divorzio tra l’inviato de La talpa, e la conduttrice di Quelli che il calcio. E si risale all’inverno di due anni fa. Il 14 dicembre del 2004, infatti, Stefano Bettarini e la moglie Simona Ventura si presentano davanti a un giudice del tribunale di Milano, per la prima udienza di una causa di separazione consensuale. Entrano a Palazzo di Giustizia circondati dall’attenzione dei media. Più che per le vicende matrimoniali, in realtà, per quelle extraconiugali. Le cose tra i due non vanno, ed è cosa nota da tempo.
La relazione Bettarini-Ventura diventa presto materia da carta patinata. Dicerie, pettegolezzi, mezzi scoop su presunti flirt e scappatelle estive, voci che conquistano pagine e lettori affamati di gossip. Ma è solo l’inizio. E qualcosa si comincia a capire già dalle parole dello stesso Bettarini, pronunciate con dente più che avvelenato nei confronti dell’ormai ex moglie. Primo, nessuna intenzione di accettare la separazione. «Io non gliela concedo - dice -, non faccio nessuna consensuale». Secondo, la minaccia. «Davanti al giudice tirerò fuori quello che ho da dire». E così accade.
Tra la documentazione presentata dai legali del calciatore, infatti, ci sono anche i tabulati delle chiamate partite da uno dei telefonini della Ventura (ma intestato a un suo collaboratore che ne aveva denunciato il furto in novembre). Non solo numeri, però. In quel «dossier» compare anche la trascrizione degli sms arrivati tra settembre e ottobre su un altro cellulare della conduttrice, provenienti da un apparecchio riconducibile al produttore televisivo Giorgio Gori, ex numero uno di Canale 5, nonché marito di Cristina Parodi, all’epoca conduttrice del rotocalco Verissimo. Messaggi che, secondo i legali di Bettarini, testimonierebbero di una relazione segreta tra i due. Il problema, però, nasce quando, nel giro di una decina di giorni, quegli stessi messaggi finiscono sulle pagine dell’ultimo numero di dicembre di Novella 2000, con tanto di richiamo in copertina. Nemmeno a dirlo, il settimanale va a ruba.
Immediate, scattano le querele. Firmate dallo stesso Gori (che a proposito della pubblicazione parla di «fango gettato su di noi e sui nostri figli»), e da Rino Ventura, il padre della showgirl, titolare della società «Ventidue srl» alla quale è intestato uno dei due cellulari. E, stando alla denuncia, Bettarini non solo non avrebbe avuto il diritto di detenere i tabulati delle telefonate e le trascrizioni degli sms, ma - secondo l’accusa - l’ex calciatore li avrebbe ottenuti con l’inganno, presentandosi a un ufficio a nome della moglie senza che questa l’avesse in alcun modo autorizzato.
Chiusa l’indagine, resta da attendere la richiesta di rinvio a giudizio. Quindi, la decisione del gip. Tempi duri per la (ex) coppia Bettarini-Ventura, che rischia di tornare sotto i riflettori, ma in un’aula di tribunale. «Ci siamo riavvicinati - diceva recentemente la presentatrice -, ma è presto per dire che siamo amici». Decisamente.