Mostra del cinema di Venezia al via Vittoria Puccini madrina "d'acciaio"

Sarà Vittoria Puccini, madrina di questo Festival del Cinema
Internazionale di Venezia, ad inaugurare questa sera (31 agosto) nella
Sala Grande con il direttore Marco Muller, la 68esima edizione della Mostra

Sarà Vittoria Puccini, madrina di questo Festival del Cinema Internazionale di Venezia ad inaugurare questa sera (31 agosto) nella Sala Grande con il direttore Marco Muller, la 68esima Mostra.

Il suo volto è legato per il grande pubblico a Elisa di Rivombrosa, ma la sua statura di attrice ha oltrepassato la grande prova e si avvia alla grande prova con un film di Mordini tratto dall'opera della Avallone. Figlia di una maestra e di un docente universitario, la fiorentina Puccini, assapora la vigilia della grande prova, mantenendo razionalità ed emozioni e con grande modestia ed equilibrio confessa che sapeva essere nella rosa delle candidate, ma la sorpreso poi è stata forte quando le hanno detto che era proprio lei che doveva aprire la Mostra del Cinema con un discorso introduttivo.

La rottura con Franco Preziosi da cui ha avuto un figlio, la ha segnata ma ne è anche uscita a testa alta, perchè dietro al suo bel visino medioevale e borghese, si nasconde una pewrsonalità forte e volitiva. Del nuovo legame con Claudio Santamaria si sa poco o nulla, ma si vocifera che ai due non spiacerebbe avere un figlio; cosa del tutto normale peraltro. Il resto è tutto lavoro. Non è un caso che la vedremo sul grande schermo con "Acciaio" di Stefano Mordini dove la bella Vittoria si trova compagna del fratello di una delle due protagoniste del film.

Appena finita l'esperienza di madrina della Mostra del Cinema a settembre sarà già occupata con le riprese di "Un amore enorme". Su una cosa si è espressa la Puccini: "La creatività di Crialese, la sensibilità della COmencini e la curiosità di Gipi, mi fanno tifare per il cinema italiano". Parole sante, anche se a soppiantare i sogni della bella e brava Vittoria Puccini sono due garndi star da George Clooney e Madonna, le beghe mondane e gli infiniti party che di tutto parleranno tranne che del cantiere per il nuovo teatro che da tanto si parla ma i cui esiti sono ancora molto incerti.

E' vero che ci sono tante feste, ma è altrettanto vero che ci sono pochi soldi ed è per questo che la Serenissima è in cerca di glamour e di conseguenza di sponsor. Quello che non manca è un pubblico oceanico e le chiacchiere maligne sul triangolo sadomaso Freud-Spielrein-Jung di Cronenberg. Si parla anche di un ipotetico nudo della Bellicci e della felicità di un Clooney tornato single. Quesiti più seri qui al Lido si pongono sul fatto se ci saranno entrambi, ossia il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan e il governatore del veneto Luca Zaia in sintonia con il presidente Paolo Baratta, mentre si vocifera che Galan starebbe dalla parte di Muller il quale avrebbe già avuto assicurazioni sul suo mandato anche per il prossimo anno.

Anche quello di Baratta scade a fine fine anno e non vi è dubbio che abbiano lavorato sodo insieme nonostante c'è chi dice che le strette di mano sul tappeto rosso saranno false per tutti (Baratta era già stato presidente dal 1998 al 2002 e Mullur è direttore del cinema dal 2004, per essere precisi), questo non toglie nulla al fatto che in pratica ogni stra del Cinema si vedeva un Ministro alla Cultura, diverso per ogni stagione; da Veltroni che nominò Baratta per la prima volta a Urbani che nominò Muller fino a Buttiglione e Rutelli che ridiede la nomina a Baratta per arrivare a Bondi, oggi sostituito da Galan. Baratta si sente già scalpitanti candidati che prenderebbero il suo posto, più graditi a Berlusconi.

Ma con eleganza il premier non si pronuncia e fa sorrisini quando si parla del tema. Una cosa è certa che 40 anni il nuovo Palazzo rimane sulla carta e dell'immensa voragine ne sono vittima tutti gli italiani e sotto più profili. Ora la Sala Grande ha 15 posti in più, 1032, per l'esattezza, e qualche volta va via l'aria condizionata mettendo critici e amanti del cinema in serie difficoltà. Anche la boiserie è stata rimaneggiata e i servizi igienici. E' già qualche cosa. Ma ricordare come sorse dalle ceneri nel 1937 il primo Palazzo del Cinema includendo le Piccole Procuratorie sembrano passati lustri. Ci si deve accontentare quest'anno di avere un nuovo schemo e una migliore acustica.

Il megacosto del ricevimento per la serata di apertura avrebbe dovuto accollarselo la RAI per "Le idi di marzo", di cui ne è distributrice, ma la crisi incombe e allora si stanno fino all'ultimo minuto spremendo gli sponsor come ad esempio il marchio di orologi Jager le Coutre. "Tempi moderni !", avrebbe detto Charlie Chaplin.