Una mostra d’arte permanente a bordo

In tutto sono presenti quattrocento opere originali di trenta artisti contemporanei nelle aree curate dall’architetto Joe Farcus

Il mito di Narciso. Giove, Apollo e, ovviamente, le avventure di Ulisse, protagonista del viaggio per eccellenza. «Mitologia classica greco-romana» ritesse le fila di antichi fasti, attualizzandoli nell'interpretazione di oltre trenta artisti contemporanei con quattrocento opere originali e più di cinquemila multipli. Il tutto stretto nell'abbraccio dello spazio curato dall'architetto Joe Farcus, con la collaborazione di Nicola Salvatore (docente all'Accademia di Brera) e dello Studio Cervi&Rossi. Non una mostra, ma una nuova esposizione permanente itinerante targata Costa Crociere, destinata ad aprire i battenti il 19 maggio, giorno del varo della nuova ammiraglia Costa Serena a Marsiglia. Dodicesima nave della flotta, gemella della già nota Concordia, Serena riprende e approfondisce il legame di Costa Crociere con l'arte contemporanea.
Dopo essersi ispirata a Fellini e al cinema (Atlantica), ai luoghi più suggestivi d'Italia (Mediterranea), ai grandi transatlantici (Fortuna) e all'Europa (Concordia), Costa Crociere, insieme a Farcus, presenta una nave ove l'opera oltre a scandire i percorsi interni ed esterni di bordo li conquista, con aree tematiche o improvvise apparizioni. La sfida lanciata in ogni ammiraglia - la compenetrazione tra opera d'arte e spazio - si risolve in Serena in un dialogo costante, in cui l'opera fa da contrappunto alla forte identità dell'architettura, ove il dettaglio aulico affianca il design d'avanguardia per creare il milieu indispensabile per quell'evasione che ogni viaggio, specialmente in mare, richiede e sottende. Ed ecco sfilare negli spazi di Serena habitué di casa Costa come Omar Galliani, con una riflessione sul «Mito acqueo» che invoca il canto delle Sirene, Nettuno e le antiche polene per approdare ad Icaro, in un segno che si precisa per successive sovrapposizioni sui fondi blu, cifra distintiva del maestro della nuova figurazione italiana. Tratto deciso per le figure di Aldo Spoldi, ispirate alla statuaria classica, che nell'incontro con i personaggi virtuali creati dall'artista - Cristina Show in primis - trovano una nuova linfa vitale, la stessa che attraversa i grandi pannelli di Augusto Vignali, che richiamano, invece, l'arte parietale etrusca e greca. E, ancora, i sedici «Costumi Scultura» di Alberto Nodolini: carni di vetroresina vestite con costumi teatrali realizzati dalla famosa Sartoria Fiore, ispirati a stilisti come Balenciaga e Capucci ma pensando alle divinità greco romane: le sculture, sospese in verticale in un atrio, trasportano in una dimensione ibrida, ove spazio e tempo, come nelle wunderkammer barocche, si comprimono nel segno dell'arte. Nel parterre di Serena non mancano, come nello spirito di ogni mecenate, i giovani - Leonida De Filippi, Jordi Garcia Pons - e l'Accademia di Belle Arti di Brera, con il direttore Fernando De Filippi che trascende nel colore le leggende degli dei dell'Olimpo. Con Serena, Costa Crociere sposa gli umori del contemporaneo - sempre più incline ad evadere dai canonici spazi d'arte - e rinnova la sua doppia identità di mecenate. Doppia, su mare e su terra, perché oltre a creare musei d'arte viaggianti, Costa presenta esposizioni nel proprio avamposto a Genova (C Dream, via XII Ottobre) e sostiene eventi, dal premio per i giovani scultori alla Fondazione Pomodoro (Milano) a mostre come quella, di recente ad Atene, dedicata non a caso ai miti del Mediterraneo.