Una mostra e la «musica del cuore» della Verdi

Ci siamo. Domattina prende finalmente il via uno degli appuntamenti musicali concertistici più piacevoli dell’autunno-inverno milanese: parliamo dell’«Aperitivo in concerto», la rassegna che, alla domenica mattina, vede alternarsi sul palcoscenico del Teatro Manzoni alcuni tra i maggiori artisti internazionali tra jazz e world music. Oggi il festival - prodotto e organizzato da Mediaset e Publitalia '80 in collaborazione con Peugeot Italia e 3 Italia - vede in scena una pietra miliare del basso: il contrabassista inglese Dave Holland, formatosi con i mostri sacri del jazz d’oltreoceano fin dagli anni Sessanta sul palco del Ronnie Scott di Londra. Ma chi si immagina un raffinato live alla camomilla dovrà ricredersi perchè Holland dialogherà con una travolgente orchestra di flamenco capitanata dal chitarrista andaluso Pepe Habichuela. Un evento imperdibile per gli amanti del jazz ma anche della grande musica di marca gitana, che si fonderanno in un mix vorticoso ma non certo all’insegna della session. Il concerto, infatti, è la tappa di un progetto già rodato con successo. I due artisti si sono incontrati dapprima per alcuni concerti in Spagna, hanno allargato l'amicizia alle mogli, hanno coinvolto i figli e i parenti di Pepe, a loro volta musicisti affermati. E solo alla fine di questo comune percorso artistico e umano, un gruppo ben affiatato si è ritrovato con i cuori che battevano all'unisono in sala di registrazione, per un album elegante e raffinato che parte dalla musica spagnola per arrivare ad un linguaggio universale fatto di elementi semplici ma profondamente radicati e di tanta passione. Senza lasciare mai che il virtuosismo prenda il sopravvento in maniera gratuita. Le composizioni scritte da Dave Holland si integrano perfettamente con quelle scritte da Pepe e non c'è soluzione di continuità in questo bel racconto che si tinge delle tinte dei pastelli per raccontare le storie della terra e degli uomini.Il risultato è una serie di interpretazioni dall'atmosfera danzante, di matrice spettacolarmente latina ma in cui si fa evidente il legame fra jazz, flamenco, cultura africana e afroamericana, tradizione araba: dalla rumba al tango, passando per il fandango e la solea. Come ha scritto il critico musicale Maurizio Comandini, a proposito di Hands, recente realizzazione discografica del complesso creato da Holland e Habichuela: L'integrazione di Holland con la musica di Pepe è perfetta e va molto al di là di quella semplice empatia superficiale che potrebbe essere il frutto dell'incontro occasionale di uno dei maestri del contrabbasso jazz con un maestro del flamenco. I brani composti da Dave Holland si integrano perfettamente con quelli scritti da Pepe e non c'è soluzione di continuità in questo bel racconto che si tinge delle tinte dei pastelli per raccontare le storie della terra e degli uomini. Dopo il concerto di domani, la rassegna sarà un susseguirsi di proposte interessanti provenienti da diverse latitudini. Da qui a dicembre, il tema ricorrente saranno il Medio Oriente e le sue tradizioni, in modo particolare quella ebraica, vero e proprio ponte fra Occidente, Est europeo e mondo arabo, capace di misurarsi e dialogare con qualsiasi altra cultura e tradizione, come dimostra il celebre percussionista brasiliano Cyro Baptista (13 novembre), già collaboratore di Ivan Lins, Milton Nascimento e Caetano Veloso, o il celebrato contrabbassista Avishai Cohen (20 novembre), emerso come supremo e fantasioso virtuoso nei gruppi di Chick Corea, o ancora l’acclamato gruppo klezmer dei Klezmatics (4 dicembre), di cui peraltro fanno parte eccellenti improvvisatori come il trombettista Frank London e il clarinettista Matt Darriau.