In mostra i maestri che Caravaggio spiava

Nel weekend un itinerario di appuntamenti tra le opere lombarde che
formarono Merisi .Apertura speciale per musei e chiese che ospitano
Foppa, Bergognone, Moretto e gli altri

Michelangelo Merisi non aveva neppure tredici anni quando sua madre Lucia firmò il contratto che lo iscriveva a bottega dal pittore bergamasco Simone Peterzano. Quest’ultimo, pur fregiandosi pubblicamente di essere stato allievo di Tiziano Vecelio, non era certo quel che si suol dire un grande artista, ma da consumato mestierante ottemperò egregiamente all’impegno di educare il giovanissimo Caravaggio al mondo della pittura. Già allora però, l’enfant terrible che aveva in spregio le regole, aveva imparato ad apprendere con voracità visiva più dalla vita che dalla scuola e, lontano dal paesello, trovò ben presto altri «maestri» che si sarebbero impressi come un marchio indelebile nel suo immaginario estetico. Vagando per Milano e dintorni, affinò il suo gusto spiando i capolavori dei grandi lombardi del Cinquecento, da Foppa a Savoldo, da Lotto a Moretto da Brescia, da Bergognone ai fratelli Campi di Cremona. Di questi ultimi, in particolare, lo avevano colpito la grande conoscenza dell’anatomia umana e la conoscenza della luce in rapporto alle ombre, due cardini estetici che lo avrebbero reso ben presto celebre a Roma e nel mondo. Proprio quel periodo storico, quello della formazione lombarda del Caravaggio, sarà al centro durante il questo weekend di un ricco calendario di oltre 60 appuntamenti che apre le porte di chiese e musei, in un circuito che per la prima volta sottolinea quelli che furono i modelli inconfondibili del grande genio barocco. Gli affreschi del Foppa nella Cappella Portinari e le sue splendide tele nella pinacoteca del Castello sforzesco raccontano il gusto tutto lombardo per il realismo; se nella chiesa di San Maurizio si può ammirare la Deposizione di Callisto Piazza, in San Paolo Converso si scopre l'arte dei cremonesi fratelli Campi, e quella di Bergognone e di Moretto in Santa Maria presso San Celso. La Santa Caterina in prigione a Sant'Angelo anticipa le scelte luministiche di Caravaggio, mentre con le opere del suo maestro Peterzano nelle chiese di San Barnaba e di Santa Maria della Passione, ci si avvia alla conclusione di un percorso che racconta anche la Milano del primo Seicento, con i capolavori di Cerano, Procaccini e Morazzone in Sant'Antonio Abate. Nei musei cittadini, ovviamente, si possono invece ammirare due tele fondamentali del Merisi: la Canestra di frutta della Pinacoteca Ambrosiana, e la Cena in Emmaus alla Pinacoteca di Brera. L’iniziativa, sostenuta da Regione Lombardia, Provincia di Milano, Fondazione Cariplo e patrocinata dall’assessorato al Turismo del Comune di Milano, si inserisce all’interno di un panorama di attività più ampio che prevede anche, in occasione del quarto centenario della morte di Caravaggio, laboratori gratuiti per le scuole lombarde. Tremila studenti si cimenteranno per l’occasione nella tecnica adottata da Caravaggio per dipingere la celebre «Canestra» della Pinacoteca Ambrosiana. Se son rose...