In mostra «L’arte del tatto» 20 statue da scoprire al buio

All’Istituto dei ciechi percorso con gli occhi bendati per «vedere» i capolavori classici

Vedere con le mani. Distinguere con le dita un volto attraverso gli occhi, il naso, le guance, i capelli. Scendere lungo il corpo, incontrare le mani, i piedi. Toccare per tentare di scoprire non solo la giovinezza e la vecchiaia, ma anche la gioia, la sofferenza. «Vedere» attraverso il tatto la smorfia di dolore di Laoconte, oppure la dolcezza della Venere di Milo.
Ci si può provare all’Istituto dei ciechi dove ieri ha aperto la mostra «L’arte del tatto». Si tratta di venti riproduzioni di capolavori della scultura classica da studiare con gli occhi bendati e accompagnati da guide non vedenti dell’Istituto. Si tratta di fedelissimi calchi in gesso realizzati dal museo di Louvre che stanno facendo il giro del mondo e che ora approdano anche a Milano. «Un’esperienza per tutti - ha sottolineato il commissario dell’Istituto Rodolfo Masto -. Sarà inserita tra le iniziative di Dialogo al buio, a disposizione anche dei ragzzi delle scuole».
Le statue hanno già viaggiato in parecchie città. Partite da Parigi sono approdate a Ancona, Spalato, Zagabria, Taiwan, poi andranno in Cina... «Ma noi cercheremo di tratterne il più possibile - prosegue Masto -. E cercheremo di cambiare i calchi ogni tre anni. Il tatto non è una prerogativa solo dei ciechi ma di tutti». È la «terza dimensione» quella che riesce a comunicare delle informazioni «intime» non mediate. Un’esperienza per questo oggi ancora più difficile in un mondo «in cui l’informazione visiva è addomesticata». Vedi le immagini trasmesse da foto e tivù.
Con le mani è un’altra cosa. «Quando esplorerete le statue scoprirete cose che non avevate colto», annuncia Masto con l’esperienza di chi ha fatto del buio un viaggio al quale hanno voluto partecipare diecimila persone, di cui seimila ragazzi delle scuole, dalla terza elementare in poi. Due delle statue sono state inserite nello straordinario percorso del Dialogo al buio, il percorso di un’ora e un quarto attraverso la giungla cittadina, passando attraverso un giardino, entrando in una casa, salendo pure su una barca il tutto nel buio più nero guidati da un non vedente. Si conlude con l’aperitivo al Cafénoir in cui si gustano tartine e si beve un drink sempre totalmente immersi nella notte.
La mostra è aperta a tutti. Basta prenotarsi telefonando ai numeri 02-76394478, per le scuole invece il numero è 02-77226215. I gruppi non possono essere superiori alle sei, massimo sette persone. Il costo è di cinque euro.