In mostra "L'oro della speranza"

Esposti al museo di Storia naturale cinque straordinari esemplari di oro nativo in matrice di quarzo e una statua reliquiario di san Pietro del XVI secolo

È stata inaugurata al museo di Storia Naturale di Milano in corso Venezia al 55 la mostra "L'oro della speranza. Un nuovo tesoro al Museo di Storia Naturale" in programma fino al 19 aprile. L'esposizione presenta cinque straordinari campioni di oro nativo di recente acquisizione per il museo. Due sono stati oggetto di acquisto con i fondi della rendita Ronchetti e tre sono stati ottenuti tramite donazione degli scopritori, i gemelli Lino e Mario Pallaoro, Federico Morelli e Maurizio Prati. Tutti gli esemplari in mostra sono costituiti da oro nativo in matrice di quarzo e provenienti dal "Filone della Speranza" nel giacimento aurifero di Brusson della Val d'Ayas in provincia di Aosta. Conosciuti a livello internazionale, sono stati oggetto in passato di mostre, pubblicazioni e realizzazioni audio-video.
Il titolo della mostra, "L'oro della speranza" trae origine dal nome storico del filone aurifero il "Filone della Speranza" appunto, nel quale sono stati rinvenuti. La mostra sarà inoltre arricchita da tre altri importanti esemplari di oro nativo, sempre provenienti dal Filone della Speranza, oggetto di ritrovamenti del passato e già facenti parte delle collezioni del museo. Vi sono anche alcuni esemplari petrografici e mineralogici facenti parte sempre delle collezioni civiche e rappresentativi delle porzioni meno mineralizzate del filone e delle rocce incassanti e alcune attrezzature storiche della miniera di Brusson, sempre nel territorio aostano e prestate dai gemelli Pallaoro.
E ancora, carte geologiche e minerarie di documentazione dell'area della val d'Ayas, fotografie storiche e recenti di documentazione dell'attività di scavo del passato e delle ricerche compiute negli ultimi decenni. Verrà anche proiettato un filmato inedito che documenta alcune fasi della ricerca che ha condotto alla scoperta degli esemplari esposti.
Infine in mostra vi sarà anche una statua reliquiario di san Pietro del primo decennio del XVI secolo. Rame sbalzato e dorato (corpo, base e ostensorio), argento sbalzato e dorato (testa), argento fuso (mani, piedi e chiavi, di cui una dorata), argento cesellato e smalti (croce reliquiario), gemma di vetro con catenella in ottone e croce in malachite facente parte delle Civiche Raccolte d'Arte Applicata del Castello Sforzesco.