In mostra le opere di D’Aria viaggio nella pittura informale

Immergendosi in uno spazio senza confini, l’artista leccese Domenico D'aria dipinge opere informali, rendendo reali quelle dimensioni immaginate oltre il bianco della tela: esplosione di passione e colore, pennellate che si perdono nell'immenso, dipinto con tocco amaro e a volte dolce, tra le risa o nel pianto. Alla Bel Art Gallery (via P. Sottocorno 7) si inaugura domani alle 19 la personale del pittore leccese con un ciclo di dipinti di grande formato. I primi quadri serbano l'idea di paesaggio, resa evidente dall'uso di differenti gradazioni di verde, i successivi, invece, ricalcano perfettamente le forme interiori pensate dall'artista, i voli pindarici carichi di materia, rossa, blu e gialla, come una luce che squarcia il cielo. I primi quadri informali dimostrano che l'artista, all'inizio del suo percorso, pur riflettendo sull'idea di infinito, era ancora prigioniero dell'"Ermo colle e della siepe" leopardiana che imprigionavano ancora il suo sguardo al finito. L'artista era ancora separato dai segreti celati al di là dell'orizzonte; i lavori successivi testimoniano, un salto di qualità spirituale, il suo essere andato oltre il limite, il suo incontro con l'infinito. Nei quadri di D'Aria si cattura il presente, si rivive il passato, si legge il futuro: come in «Terra rossa» (1997,olio su tela, cm135x100), «Spazio poetico» (1997, olio su tela, cm 120x150), «Notturno» (2000, olio su carta intelata, cm 100x150), «Bagliori di luce» (2004, olio su tela, cm 200x170).