Una mostra per raccogliere emozioni

«Penso ad una mostra piccola, ma molto emozionante. Mi piacerebbe che uscissero piangendo, cioè con una emozione». Così Ettore Sottsass aveva parlato della sua mostra antologica inaugurata il 4 dicembre scorso, a Trieste, per celebrare il proprio compleanno e diventata quasi un’«istantanea» della sua opera. Di emozioni, la rassegna ospitata nel Salone degli Incanti dell’ex Pescheria, sulle rive di Trieste, ne sta dando a piene mani e fino al 2 marzo sono previste migliaia di visitatori, per non parlare delle scuole. L’esposizione si sviluppa in sette aree tematiche dedicate al disegno industriale, l’architettura, la fotografia, il gioiello, il disegno, la ceramica ed infine il vetro. Un percorso che prosegue con un piccolo «omaggio» nella Sala del Trono del castello di Miramare, dove è ospitata una piccola selezione di serigrafie del maestro, in una sorta di dialogo con le atmosfere del passato. A connettere l’un l’altra le sette «isole» c’è la voce dello stesso Sottsass che accompagna il visitatore all’interno di ogni area, per raccontare e spiegare di volta in volta le ragioni del suo lavoro. L’obiettivo è avvicinare il più possibile il visitatore all’esperienza più intima del maestro, quella che combacia con il suo lavoro. Le oltre 170 opere selezionate, provenienti tutte da collezioni private italiane ed europee - alcuni pezzi sono esposti per la prima volta - non seguono un percorso cronologico, per porsi invece come frammenti atti a ricostruire quella grande «magia dell’opera» che ha animato tutta la produzione di questo architetto-artista.