Una mostra sul Bernini nell’agenda del 2007

Il 2006 sarà ricordato come l’anno della rinascita di palazzo Barberini e della sua completa restituzione alla città. Dall’estate del 2004, infatti, sono in corso la ristrutturazione l’ampliamento del seicentesco palazzo. Una prima parte dei lavori, relativi al consolidamento e all’impiantistica, è stata finanziata con 24 miliardi di vecchie lire provenienti dalla Lottomatica. Toccherà tra non molto all’apertura di nuove sale, al restauro del giardino e della sua struttura monumentale compenetrata con l’arredo arboreo, al recupero dell’architettura della serra, alla riapertura dei saloni del piano nobile. L’obiettivo è dar vita a una grande e autonoma sede espositiva nazionale, a fianco dei Musei capitolini e vaticani. Un obiettivo che porterebbe al traguardo di ridare il lustro che questo palazzo ha avuto grazie alla sua celebre collezione d’arte. Una collezione che per problemi ereditari andò dispersa all’inizio del XVIII secolo. Un’emorragia che culminò nel 1934 con l’intervento dello Stato che permise la vendita di un nucleo significativo di essa. Soltanto nel 1984 la collezione Corsini ritrovava finalmente la sua sede naturale, accompagnata da acquisti successivi. Spiccano le presenze di Raffaello («La Fornarina») e Caravaggio («Giuditta»).I nuovi spazi ospiteranno un patrimonio di oltre 3500 opere, acquistate dallo Stato a partire dall’Ottocento, inclusi dipinti e sculture finora sacrificati in depositi interni e esterni. L’intenzione è anche di far tornare i quadri attualmente esposti a palazzo Corsini. Il progetto prevede, al pian terreno, biglietteria, accoglienza, libreria e l’inizio del percorso museale attraverso i «Primitivi» (opere del Due-Trecento); al piano nobile, i dipinti della fine del Cinquecento e dell’età barocca. Il salone Pietro da Cortona e la Sala dei marmi, in particolare, ospiteranno mostre ed eventi di eccezione.All’inizio del 2007, il salone farà da cornice alla mostra «Bernini pittore», curata da Tomaso Montanari e con opere provenienti da tutto il mondo. Infine, liberato dalle attuali strutture, sarà riaperto l’appartamento settecentesco del secondo piano (cui si accede tramite la scala elicoidale del Borromini) con i suoi arredi, mobili, pitture murali e abiti dell’epoca. La rinascita di palazzo Barberini è stata resa possibile dalla risoluzione della controversia tra ministero dei Beni culturali e il circolo ufficiali del ministero della Difesa, che dal 1934 occupa un’ala dell’edificio e ora prossimo al trasloco nella vicina palazzina Savorgnan di Brazzà.