In mostra tutti i suoi disegni. Qualcuno lo paragona a Degas

Gli hanno dato persino il Pulitzer, e lo hanno paragonato a tutti, da William Blake a Rimbaud. Ora qualcuno avvicina Bob Dylan a Degas o a Toulouse-Lautrec. Non esageriamo, però i suoi disegni, esposti a Londra nella prestigiosa Halcyon Gallery fino alla fine di luglio - e raccolti nel magnifico catalogo The Drawn Blank Series - sono ricchi di fascino e non lasciano indifferenti. Centinaia di disegni che raccontano, come le canzoni, le sue esperienze. Anzi ne sono un indispensabile compendio; la serie «Train Tracks» riecheggia tutti i brani in cui Dylan canta il viaggio, il treno merci, i vagabondi. Così le immagini colorate, a volte minimali, spoglie e quasi semplicistiche di opere come Lakeside Cabin, Motel Pool, Dad’s Restaurant, Dallas Hotel Room (tutti in molteplici copie e con diverse colorazioni) parlano di luoghi ordinari, spesso fatiscenti, brandelli di vita catturati durante una tournée o un viaggio. C’è la melanconia ma anche la speranza dietro questi schizzi che cavalcano gli anni Ottanta e Novanta. Ma Dylan ha iniziato a usare la matita negli anni Sessanta, quando definiva i musei «cimiteri» e pensava che i quadri, per vivere, dovessero stare «sui muri dei ristoranti, dei negozi, nelle stazioni di servizio, nei bagni». Da lì la sua voglia di catturare il quotidiano, quello che l’occhio normale non vede, anche nei ritratti, nelle sue strane donne, nei cavalli come nei camion, nei paesaggi di New Orleans o del Sud Dakota. I suoi disegni, come sottolinea lui stesso, sono un modo «di guardare la vita da fuori per entrarci dentro con maggior profondità». I fan potranno acquistare in sede le riproduzioni a tiratura limitata (a partire da 1.000 sterline) dei disegni.\