Alla Mostra di Venezia arriva Isabella Rossellini L'Iran surreale di Satrapi e "Poulet aux prunes"

Ambientato a Teheran negli
anni ’50 "Poulet aux prunes"
di Marjane Satrapi sbarcherà
alla Mostra del Cinema con
l'attrice nelle vesti di
una eccentrica, autoritaria
e
severa padrona di casa. Il film racconta le passioni di un
Iran !surreale"

Venezia Ambientato a Teheran negli anni ’50 “Poulet aux prunes” di Marjane Satrapi sbarcherà alla Mostra del Cinema con la bella e brava Isabella Rossellini nelle vesti di una eccentrica, autoritaria e come se non bastasse una severa padrona di casa. Racconta le passioni di un Iran “surreale”, una vera e propria sinfonia di colori e di profumi creato dalla fortunata coppia Satrapi e Vincent Patronau artifici del noto cartoon “Persepolis”. La stessa Satrapi che vive a Parigi, da anni è dedita al disegno fumettistico e questo suo ultimo esperimento sembra portare con se la passione di una vita, sebbene le sene del suo film sono tutte fatte da persone in carme e ossa.

Sotto questo stravagante titolo, si nasconde una parte di tradizione iraniana, un omaggio al suo Paese, in quanto parla di cucina mediornatale, il pollo alle prugne, un tipico piatto condito con cannella e peperoncino che il musicista Nasser Al Khan, iraniano, un intellettuale raffinato e colto, considera simbolico per una serie di motivi: “Il giorno in cui lascerai sul piatto quella squisita e sublime pietanza, sarà il segno che hai perso il gusto per la vita…”, recita il personaggio. Ma dietro a tutto ciò si nasconde una storia tragica che di certo non sveliamo per il momento.

Il film parla di un uomo obbligato da sua madre a sposare una donna che non ama; quest’uomo è altresì innamorato di un’altra tanto da ribellarsi fino a fare infuriare la bella Isabella Rossellini, ma la sua rivolta non ha successo, perché la terribile ma seducente madre Parvine, lo tiene in pugno. Parvine è lo stesso nome che troviamo in Parsifal, la “zia” che nessuno vorrebbe, abituata a tenere in mano i sentimenti basandosi suoi criteri indiscutibili. Una figura tipica del mondo meridionale che raduna tutti a pranzo e instaura rapporti d’amore e di soggezione tenendo così le briglie di uan famiglia intera, tra sottili ricatti e velate minacce.

Isabella Rossellini, per i più giovani va detto che è figlia d’arte, ossia del regista Rossellini e dell’attice Bergman, sposata in prime nozzo con un altro grande regista, Scozese, modella e a sua volta regista, si lamenta che i registi italiani non la fanno lavorare. “Peccato amo così tanto l’Italia anche se vivo in america…”. Ma poco male perché oltre a lavorare, la Rossellini si diverte anche a recitare, come nel caso di questo film in concorso al Festival di Venezia; le è piaciuto il suo ruolo anche per la speciale atmosfera che si era creata nel cast del film.

La Satrapi, non tanto ben vista nel suo Paese ha voluto girare le scene a Berlino ed essendo anche una pittrice ha scelto scenari disegnati tra il pop e il surreale creando una Teheran degli anni Cinquanta molto particolare. La sua capacità nella stravaganza, è stata quella di trasferire sulla scena simbolicamente attori europei tra cui Mastroianni, ricreandoli come veri e propri persone iraniane. In questo mondo ricostruito si assiste agli ultimi cinque anni di vita del musicista Nasser (Mathieu Almaric), la cui moglie (Maria de Medeiros), nel corso di una lite rompe il suo prezioso violino. Nessun altro strumento potrà sostituirlo e così Nasser si mette a letto e aspetta la sua fine, mentre suo figlio, nella stanza accanto e canta per allontanare la morte del padre, un modo di pregare tipico della tradizione dell’Iran.

Un inconveniente che successe anche a Parvine. Ciò che emerge è un Paese molto occidentalizzato, dove le donne, ad esempio, non portano il velo. Secondo la Rossellini c’è più integralismo cristiano in America che in Iran, un revival alimentato dalla crisi economica. Donna Isabella, dopo “La solitudine dei numeri primi”di Saverio Costanzo, nessuno l’ha più chiamata a lavorare, eppure sta lavorando in un’importante parte ad Anversa con Vincent Bal. Mentre della Rossellini regista onestamente non si può lamentare, dopo “Green porno”, che parla della vita sessuale degli insetti e “Seduceme” uno studio in merito all’attrazione che si scatena tra animali, ha nel cassetto una nuova ricerca che continuerà a stupire il pubblico e gli amanti degli animali, tra scienza e poesia.

I suoi fans sono già ad aspettarla all’Hotel delle Quattro Fontane (quartiere generale anche dei giornalisti e non solo dei divi del cinema) e il tappeto rosso dove sfilano gli attori candidati al Leone d’Oro Per questa mostra del Lido intanto gustiamola sul grande schermo con tutte le sue passioni, mentre interpreta questa donna di grande carisma in un clima surreale, come surreale è il suo viso di eterna ragazza e il suo sguardo stupito e ingenuo da eterna ragazza.