MOSTR(E)I da bambini da Kandinsky a Paul Klee

Il denominatore comune sembra essere educazione alla libertà attraverso la forma artistica. Curiosando tra le diverse iniziative culturali promosse da molti musei, fondazioni e associazioni milanesi per i bambini la sperimentazione e il gioco si scoprono dominanti. Sul piano pedagogico il bambino non viene considerato come un substrato passivo sul quale imprimere nozioni e informazioni, ma un essere in divenire, ricco di capacità e talenti da risvegliare.
E, senza avvicinarci troppo agli approcci steineriani, l'obiettivo educativo fondamentale è attuare una metodica e una didattica che consentano al singolo alunno di scoprire e porre pienamente in atto le capacità con il minimo condizionamento.
Così il museo, la mostra, il teatro, diventano luoghi di interazione, di condivisione, di risveglio anche emozionale attraverso la comprensione della forma artistica.
Senza arrivare alla sindrome di Stendhal, gli atelier creativi organizzati dalla Fondazione Mazzotta per le mostre Kandinsky e l'astrattismo in Italia - a Palazzo Reale fino al 24 giugno - e Paul Klee. Teatro magico - alla stessa fondazione fino al 29 aprile - cercano di stimolare soprattutto la fantasia del bambino. Partendo dal presupposto kleeiano di «rendere visibile ciò che non lo è» i piccoli realizzano maschere originali e quaderni d'artista. Per la mostra di Kandinsky, invece, il «c'era una volta un cavaliere che per magia si trasformò in un puntino rosso... » introduce il bambino nell'avventuroso viaggio compiuto da Kandinsky verso l'arte astratta, mentre il gioco consiste nella comprensione e realizzazione di sinestesie, ovvero abbinare i colori a forme e suoni, proprio come la dimensione spirituale che l'artista attribuisce ai colori.
Sempre sulle sinestesie gioca anche la Fondazione Maimeri con il progetto Dipingiamo le emozioni, sperimentando la riflessione emozionale del bambino dall'ascolto di un brano musicale o dal racconto di una fiaba, per poi trasporla in chiave cromatica. «Ogni bimbo - spiega Gianni Maimeri - dipinge liberamente provando a caratterizzare sul foglio ciò che la musica o il racconto ha suscitato in lui».
I più piccoli scoprono anche il Picasso illustratore alla Fondazione Stelline - fino al 6 maggio - attraverso una visita laboratorio organizzata da Opera d'arte, che propone anche nei mesi di aprile e maggio una grande avventura alla scoperta dei tesori nascosti di Milano ai bambini tra i 5 e gli 11 anni. Percorsi analoghi al Museo Diocesano che, oltre alle iniziative didattiche dedicate alle scuole, organizza campus estivi, dove bambini e ragazzi realizzano una scena narrativa usando ogni settimana una tecnica narrativa diversa, dalla pittura su vetro per creare una vetrata gotica, all'affresco usando calce e gesso.
Sempre legate al gioco le proposte del Museo del Risorgimento, «gioco come attività motivante e totalizzante che permette di conseguire, quasi senza sforzo, obiettivi trasversali quali la capacità di attenzione, di concentrazione, l'autocontrollo, l'abilità di operare deduzioni, di autonomia e lavoro di gruppo». Ecco allora Museolandia, dedicato ai bimbi delle scuole primarie, per scoprire attraverso cacce al tesoro, indovinelli e giochi ad hoc i segreti del museo.
Al Museo Archeologico i più piccoli possono invece sperimentare "un grande giorno da piccolo romano", cimentarsi nell'arte della tessitura in occasione della mostra Figlie e madri, mogli e concubine. La condizione femminile nel mondo antico e ancora visitare il Museo Egizio del Castello Sforzesco guidati dall'anima del faraone Amenemhat che uscirà dalla sua statua per accompagnarli nell'antico Egitto.
Occhio attento ai bambini anche al Pac, che in occasione della mostra Street Art Sweet Art - prorogata fino al 25 aprile - organizza per il periodo pasquale appuntamenti a tu per tu con i writers.
I più piccoli, dai 5 agli 8 anni, possono apprendere la tecnica degli stickers molto usata dagli street artists nel laboratorio didattico Artstickers, mentre per i più grandi sperimentano la tecnica dello stencil o possono confrontarsi con Ivan «il poeta di strada». In questo periodo il Museo Poldi Pezzoli apre le sale ai più piccoli con percorsi gratuiti, dove incontrano Poldo, uno spiritello buono, che abita la casa museo e li conduce alla scoperta del palazzo. Parla loro in confidenza e li mette al corrente di segreti e meravigliose storie legate ad alcuni oggetti.
Laboratori creativi anche alla Fondazione Pomodoro, che da metà maggio inaugura la sezione didattica dedicata a bambini e ragazzi dalla scuola materna fino alle medie.