Mostro di Foligno, il papà della vittima: «Sono disposto ad aiutare Chiatti»

Il serial killer condannato all’ergastolo chiede alla Cassazione permessi premio per poter uscire dal carcere

da Perugia

«Sarei disposto a incontrare Luigi Chiatti, ad aiutarlo perché finalmente capisca il significato vero della vita. Sì, forse ormai sono pronto a farlo...».
Luciano Paolucci, il padre di Lorenzo che il 7 agosto del 1993 venne ucciso dal geometra di Foligno, parla senza che la voce tradisca incertezze. Con l'Ansa commenta così la notizia che Chiatti si è rivolto alla Cassazione contro la decisione del tribunale di sorveglianza di negargli i permessi premio. Un'istanza che probabilmente ha presentato lui stesso senza assistenza dei legali e sulla quale i giudici di piazza Cavour decideranno l'11 aprile prossimo. Il geometra di Foligno sta scontando in un carcere della Toscana una condanna definitiva a 30 anni di reclusione per l'omicidio di Lorenzo Paolucci, 13 anni, e di Simone Allegretti, 4 anni. Luciano Paolucci non è contrario in maniera assoluta ai permessi. È però convinto che Chiatti abbia «dei problemi seri». «Non credo che sia ancora idoneo - aggiunge - a poter tornare nella società. Va aiutato e curato seriamente perché altrimenti si corre il rischio, come abbiamo visto in altri casi, che possa commettere nuovi reati. Non gli si dia un permesso così tanto per farlo, perché si farebbe del male a lui e agli altri».
Secondo Paolucci chi dovesse decidere di far uscire il geometra di Foligno «si deve assumere la responsabilità di ciò che fa». «Verso Chiatti - aggiunge - o verso chi dovesse eventualmente subire le sue azioni. Vorrei che si facessero le cose sul serio».
Il papà di Lorenzo è anche disposto a impegnarsi direttamente con chi gli ha ucciso il figlio e lo dice chiaramente. «Se potessi fare qualcosa perché capisca ciò che ha fatto, per riportarlo alla ragione - annuncia - sono pronto a farlo. Credo che sarei anche disposto a incontrarlo - sospira - credo di sì, comincio a essere pronto per farlo. Sì, ora, grazie a Dio, vedo la vita in modo diverso». Paolucci non vuole infatti «assolutamente che Chiatti possa tornare a fare del male». «O anche ricevere del male lui stesso che ne ha già subito tanto» sottolinea ancora. «Allora mi propongo io di fare qualcosa - conclude Paolucci - di parlarci, di fargli vedere una realtà della vita che non gli è stata mai proposta».