MoTechEco celebra il boom delle automobili alternative

Parigi-RomaCresce, in Italia e in Europa, la domanda di vetture di taglia small, quelle più coinvolte nelle vendite incentivate, e l’industria moltiplica l’offerta di city-car, oggi sicuramente la più ampia nella lunga storia dell’automobile. In prima linea rimangono i generalisti, i costruttori che hanno sempre inserito nelle loro gamme le piccole vetture da città, un settore dove, al di là delle grandi manovre che stanno ridisegnando la mappa dell’universo delle quattro ruote, giocano un ruolo rilevante le joint-venture di carattere tecnico che aprono a preziose economie di scala. Ecco allora che due case giapponesi come Nissan e Suzuki, che non condividono nulla sul piano finanziario, si ritrovano a mettere in campo Pixo e Alto, due small car che arrivano in questi giorni sul mercato. Nissan Pixo e Suzuki Alto nascono da un progetto comune, vengono costruite sulla stessa linea di montaggio nello stabilimento Suzuki Maruti di Manesar, in India, e condividono pianale, meccanica e il propulsore «mille», tre cilindri, a benzina, di origine General Motors.
Praticamente identiche sono, ovviamente, le dimensioni delle due vetture: 3,5 metri di lunghezza, 1,6 di lunghezza e 1,47 di altezza, valori ideali per una cittadina a cinque porte e quattro posti che pesa circa 9 quintali (855 kg la Pixo, 930 kg la Alto, differenza spiegata dal diverso equipaggiamento). A disposizione dei passeggeri (comodi anche i posti posteriori, facilmente accessibili) resta un vano bagagli che ha una capacità di carico di 129 litri, che possono salire a 367 abbattendo lo schienale posteriore che è divisibile, qualità rara su vetture di questa taglia.
Come detto, le due giapponesine hanno in comune il motore, un compatto tricilindrico, Euro 5, perfettamente equilibrato per l’uso al quale Pixo e Alto sono destinate, 996 cc, quattro valvole per cilindro, che sviluppa una potenza massima di 68 cv e che può essere abbinato sia al cambio manuale a 5 marce sia alla trasmissione automatica, di tipo tradizionale, a quattro rapporti. Con il primo le due vetture fanno registrare un consumo medio, dichiarato dalle case, di 4,4 litri di benzina per 100 km, che si traduce in 103 g/km di anidride carbonica emessa. Più che sufficiente è la potenza erogata dal motore per una guida briosa, vivace nelle riprese grazie alla lunghezza delle marce sapientemente dosata, per divertirsi, insomma, anche quando le condizioni del traffico congiurano contro l’automobilista.
Fin qui Pixo e Alto fanno un percorso comune, e le loro strade cominciano a separarsi nel design, chiaramente autonomo (nei limiti consentiti dalle tante parti comuni) elaborato per richiamare gli stilemi propri dei due marchi, il family feeling dei due brand. In entrambi i casi, comunque, ci troviamo di fronte a linee pulite, fresche e giovani, perché, in fondo, il target di riferimento è lo stesso, un automobilista giovane, in molti casi alla sua prima esperienza di guida, che Nissan e Suzuki cercheranno di conquistare attraverso equipaggiamenti, prezzi e capacità delle singole reti di vendita. Due sono le versioni proposte da Nissan: Easy e Active, livelli di allestimento che puntano sulla razionalità e lasciano spazio alla personalizzazione attraverso gli optional, offerte a 7.990 e 9.400 euro con una speciale formula di finanziamento su base settennale, senza anticipo, che prevede una rata mensile a partire da 98 euro. Allo stesso prezzo viene proposta la versione bifuel a Gpl, perché il costo dell’impianto è coperto dagli incentivi governativi.
Sono invece di 9.490 e 10.890 euro i prezzi delle Suzuki Alto Gl e Glx che prevedono allestimenti di partenza più ricchi che includono, già sulla Gl, anche il condizionatore d’aria.