MotechEco Mobilità sostenibile contro lo smog

Traffico da impazzire e l’eterno problema delle polvere sottili. Con in media un numero di macchine per abitante da far impallidire città come Londra e Parigi, la capitale, in termini di mobilità a basso impatto ambientale, ne ha ancora di strada da fare. E di verde, sotto questo punto di vista, ha giusto qualche sfumatura. Per questo MotechEco, la rassegna dedicata alla mobilità sostenibile, giunta alla seconda edizione, e di scena dal 14 al 16 maggio al Palazzo dei Congressi, rappresenta una ventata d’aria fresca. Uno di quegli eventi da respirare a pieni polmoni.
Dopo il successo riscosso lo scorso anno sono previsti 100mila visitatori. Molte le personalità di rilievo istituzionale che parteciperanno all’evento. Dal sindaco di Roma Gianni Alemanno al presidente della Regione Piero Marrazzo, fino al ministro dei Trasporti Altero Matteoli. Alla kermesse prenderanno parte anche le più importanti case automobilistiche per esporre al pubblico la loro «flotta verde». Obbiettivo comune: diminuire i consumi e abbattere le emissioni di anidride carbonica. Un traguardo certamente ambizioso, ma indispensabile da raggiungere. E non ci vuole Al Gore e il suo bel documentario per rendersene conto. Ingresso gratuito. Workshop e convegni. Con i visitatori che si muoveranno all’interno di un progetto architettonico che è il modello in scala ridotta di una città a misura d’uomo, con aree verdi, servizi culturali e ludici. Per un totale di oltre 4mila mq di aree espositive. E poi loro, i protagonisti della manifestazione: mezzi elettrici e a metano, perfino gli ultimi prototipi a idrogeno con emissioni zero. L’auto, qui, è sinonimo di futuro. Roba da allacciarsi le cinture per non rimanere scossi.
L’intento è quello di favorire approcci strategici innovativi al fine di diminuire l’impatto ambientale della mobilità in ambito urbano, incentivando tra l’altro l’uso di forme di trasporto pubblico alternative e favorendo la diffusione di una cultura incentrata sul rispetto per il pianeta. E per la quale, un giorno, chissà, il pianeta potrebbe esserci riconoscente. «Quale città migliore per ospitare un evento di questo tipo?», esordisce Giulio Zumstein, l’organizzatore. Ed è proprio il fatto che la capitale non sia particolarmente all’avanguardia in materia di eco-mobilità a renderla, secondo il suo parere, il luogo ideale per promuovere questo tipo di discorso: «Se cambiamenti di questa portata si rivelassero attuabili in una città come questa, allora vuol dire che saremmo in grado di realizzarli anche in tutte le altri grandi metropoli del mondo». Roma come modello da seguire, dunque, se tutto va bene.