Motivazioni politiche

I gruppi della maggioranza di centro-destra della Circoscrizione VIII-Medio Levante, nell’invitare il Sindaco Pericu e la Giunta Comunale di non dar seguito alla richiesta della famiglia Giuliani di apporre un targa commemorativa in piazza Alimonda, intende dare una risposta politica, chiara, ferma ed inequivocabile, a quanti, da anni, annuiscono alle istanze illiberali e antidemocratiche della Sinistra radicale.
Da quando si è verificata la morte di Carlo Giuliani, il nostro Consiglio di Circoscrizione ha mantenuto un atteggiamento pacato, sereno, rifiutando le ragioni della violenza e della sovversione ma, al contempo, mostrando di saper comprendere un dramma familiare cui il contesto politico in cui era maturato non era sicuramente sufficiente a negare il diritto all’espressione intima e personale del dolore.
Queste, in pratica, le ragioni di quello che alcuni hanno definito un «basso profilo»: la distinzione netta e rigorosa fra una legittima «pietas» per un dramma familiare e l’altrettanto netto rifiuto del contesto in cui si era verificato.
Nei tre anni successivi, però, la vicenda Giuliani si è caricata di un significato politico che ha finito col trasformare gli aggressori in vittime e che ha giustificato una violenza vandalica, antidemocratica e sovversiva, che ha preso a pretesto il G8 per scatenare un’ondata di violenza irresponsabile e nociva per il quartiere e l’intera città.
In questo contesto, appare chiaro come la richiesta di porre una targa commemorativa a ricordo di Carlo Giuliani non possa essere considerata come il giusto ricordo di una famiglia per la morte di un figlio, ma assuma invece a simbolo di una violenza devastatrice o, quanto meno, di comprensione nei confronti di chi ha voluto sfidare la democrazia nascondendosi vigliaccamente dietro manifestazioni democratiche e pacifiche.
Le forze della Casa della Libertà del Medio Levante, già organizzate strutturalmente in un «Intergruppo» finalizzato a dare maggiore sistematicità alle istanze politiche di quello che, in futuro, potrà essere il Partito «unitario» del centro-destra, ribadiscono con forza un no! assoluto e definitivo alla prospettiva di veder celebrato il rifiuto della democrazia ed il conseguente trionfo dell’intolleranza.
Noi non crediamo, né vogliamo credere che la politica possa essere ostaggio della violenza e della forza prevaricatrice di minoranze violente e sovversive: riteniamo, invece, che il compito del politico sia anche quello di trasmettere alle future generazioni i principii e gli ideali della democrazia e del dialogo, della reciproca tolleranza e del rispetto per le altrui posizioni: in questo senso, il posizionamento di una targa ricordo sarebbe l’esatto contrario.
Fabio Orengo (An)
Gianpaolo Grimaldi (Fi)
L’Intergruppo
del Medio Levante