Motivi familiari: Cofferati, niente bis a Bologna

L'ex segretario della Cgil ha già dato il suo no a Veltroni alla ricandidatura per la poltrona di primo cittadino sotto le due Torri. Solo quattro mesi fa aveva dato la disposinibilità, ora ha cambiato idea: la compagna (<em>nella foto</em>) e il figlio vivono a Genova. &quot;Non devo scusarmi con nessuno&quot;

Bologna - Il Cinese non fa il bis. Sergio Cofferati non si ricandiderà per la poltrona di sindaco di Bologna. Ci sono motivi personali e di famiglia dietro alla decisione dell'ex numero uno della Cgil di rinunciare a una ricanditura per un mandato bis, in vista delle elezioni amministrative del 2009. Cofferati ha annunciato la novità ieri al leader del Pd Walter Veltroni, nel corso di un colloquio a porte chiuse a Roma. Il sindaco che, in un primo momento, si era reso disponibile, ha verificato che la gestione familiare con la compagna Raffaella Rocca e il piccolo Edoardo, nato pochi mesi fa, non è sostenibile mantenendo la distanza tra il capoluogo emiliano e Genova dove la sua famiglia ha per il momento deciso di restare. Il Pd non perde tempo e fissa le regole per le primarie da cui dovrebbero uscire i candidati del 2009 alla carica di sindaco e di presidente della provincia di Bologna. Ieri sera il comitato organizzatore provinciale del partito.

L'ufficializzazione Il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, in conferenza stampa a Palazzo d’Accursio, conferma la sua decisione di non ricandidarsi alle elezioni amministrative di Bologna del 2009. Le ragioni che stanno dietro a questa scelta, già comunicata "nelle scorse ore ai responsabili del mio partito pechè con loro avevo preso un impegno - spiega Cofferati - sono ragioni prettamente private, ma riguardando una decisione che coinvolge soggetti pubblici e cittadini penso sia giusto esplicitarle". Cofferati ricorda infatti di aver comunicato la propria disponibilità "fidando sullapossibilità di gestire senza problemi insormontabili la mia famiglia. Nel corso di un mese e mezzo ho verificato il sacrificio che ricade sulla mia compagna e su mio secondo figlio è enorme e insopportabile, specie se proiettato sui sei anni". 

Nessuna scusa Per l’inaspettata decisione di non ricandidarsi a sindaco di Bologna, Cofferati ha spiegato di "non dover chiedere scusa a nessuno". L’ex sindacalista ha risposto piccato ad una domanda dei cronisti, aggiungendo che "non ho fatto niente di male a nessuno. Contravvengo forse al voto dei cittadini bolognesi?" ha chiesto ai giornalisti, ribadendo che "arriverò fino a dove i cittadini hanno indicato. Chiede scusa solo chi commette qualcosa di negativo". Cofferati ha anche ricordato che la lettera di disponibilità alla ricandidatura inviata al Pd a fine maggio non era "un atto formale che impegnava il partito". Per questo, ha rifiutato l’idea di aver messo il Pd in difficoltà: "Rinuncio a qualcosa a cui posso rinunciare: non mi sono dimesso, ma resterò fino all’ultimo minuto".

Le primarie La raccolta delle firme per la presentazione delle candidature: partirà lunedì 27 ottobre e andrà avanti fino al 17 novembre. Chi decide di avviare la raccolta delle forme dovrà darne comunicazione alla segreteria del comitato, che accerterà i requisiti dell’interessato previsti dallo statuto nazionale. Entro il 19 novembre, esperiti gli accertamenti, il comitato organizzatore provinciale - che ha fissato anche i limiti di spesa per l’intera campagna elettorale di ciascun candidato (15mila euro per il Comune e 20mila euro per la Provincia) indicherà i nomi di coloro i quali saranno ammessi alle primarie.