Per «motivi religiosi» medico islamico nega il farmaco a una donna

Erica Orsini

da Londra

Per avere la pillola del giorno dopo, meglio non far conto sul farmacista. Potrebbe capitare di incontrarne uno musulmano che si rifiuta di venderla. E infatti è capitato in Gran Bretagna a una signora inglese di 37 anni che in farmacia voleva acquistare il contraccettivo. Jo-Ann Thomas ha due figli e qualche giorno fa ha fatto richiesta in una delle farmacie di Thurcroft, dove risiede, ma il farmacista le ha posto qualche domanda. Miss Thomas ha raccontato tutta la vicenda al tabloid britannico Daily Mail. «Ho atteso qualche minuto che quest’uomo arrivasse – ha spiegato – ma al suo posto si è presentato un suo assistente. Scusandosi, mi ha detto che non poteva vendermi il medicinale e mi ha invitato a rivolgermi direttamente al mio medico curante».
Di fronte alle insistenze di Jo-Ann l’assistente ha ammesso che la farmacia non era sprovvista del medicinale, ma il professionista – descritto come un musulmano profondamente credente – non voleva venderglielo. «Ho chiesto il motivo del rifiuto – ha detto la signora – e lei prima è arrossita affermando di non poter parlare; poi, facendosi promettere che non l’avrei raccontato ad anima viva, ha spiegato che era per via della religione». Jo-Ann era rimasta a fissare l’assistente a bocca aperta. Soltanto dopo qualche minuto le era montata l’arrabbiatura. «Questo tipo di pillola va assunta entro 72 ore dall’ultimo rapporto sessuale – ha spiegato - e ne erano già trascorse 36. Non voglio altri figli, si era trattato di una distrazione e così avevo bisogno di quel contraccettivo. Alla fine ho dovuto recarmi all’ambulatorio del mio medico per ottenerlo. Ma ero furiosa perché chi me l’ha negato è un farmacista e dispensare medicine è il suo lavoro. Se non si sente in grado di farlo per motivi religiosi allora cambi mestiere. Non ha il diritto di dirmi se posso o non posso prendere questa pillola che è assolutamente legale. Non sono una ragazzina e so quello che faccio. Le sue convinzioni non sono le mie».
«Quante ragazze che chiedevano la pillola del giorno dopo saranno state mandate via da quel farmacista?» si è chiesta Jo-Ann parlando con il Daily Mail che ha girato l’interrogativo al diretto interessato senza peraltro ottenerne risposta. Le autorità sanitarie locali hanno però difeso l’operato del farmacista spiegando che il comportamento rientrava nei suoi diritti. «Queste medicine vengono dispensate in presenza di una ricetta medica – hanno spiegato - e ogni negoziante che rifiuti di venderle ha il dovere di offrire al cliente le informazioni necessarie a procurarsela». Secondo il codice deontologico della Royal Pharmaceutical Society, i farmacisti possono negare un farmaco per motivi di coscienza. «Ci scusiamo con la cliente» ha dichiarato l’addetto stampa del Lloyd’s, che gestisce 1.300 farmacie, ma si tratta di pura cortesia. Per loro quel farmacista musulmano non ha infranto nessuna regola.