Moto d'acqua: stop ai pirati del mare

Stop ai pirati
del mare, un vero pericolo per i bagnanti e l’ambiente. Lo ha chiesto il ministro dell’Ambiente
e della tutela del territorio e del mare Alfonso Pecoraro Scanio

Roma - Stop ai pirati del mare, un vero pericolo per i bagnanti e l’ambiente. Lo ha chiesto il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Alfonso Pecoraro Scanio in una lettera inviata oggi dal capo di gabinetto del suo dicastero al comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, l’ammiraglio Raimondo Pollastrini per bloccare gli abusi perpetrati da acquascooter, natanti e imbarcazioni varie sui litorali della penisola.

Una missiva in cui il ministero chiede la massima sorveglianza e una forte attività di prevenzione e repressione. «In occasione della massima concentrazione delle attività marittime diportistiche, il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare - si legge nella lettera -. Le chiede di impartire disposizioni a tutti gli uffici e comandi operativi dipendenti, affinchè nell’ambito del dispositivo di sicurezza in mare e sul litorale già in atto venga assicurato quel necessario impulso per le attività di prevenzione e di ferma repressione, nei casi più gravi, di comportamenti lesivi della tutela integrata dell’ecosistema marino».

Come ogni anno sono moltissime le segnalazioni di abusi compiuti da veri e propri pirati del mare di fronte alle nostre spiagge. Per questo il ministero guidato da Pecoraro Scanio ricorda come «ogni sforzo deve tendere ad impedire che l’uso scriteriato di moto d’acqua o natanti similari compromettano non solo l’incolumità dei bagnanti, ma anche il delicato equilibrio floro-faunistico che influenza le zone di mare di maggiore impatto sulle aree marine protette».

Esistono norme chiare che regolano la circolazione dei mezzi a motore in prossimità delle spiagge. Queste regole, ricordate puntualmente da una recente disposizione del Ministero dei Trasporti e presenti anche sul sito www.guardiacostiera.it nella sezione "Mare sicuro", prevedono in sintesi l’utilizzo, dove esistono, di corridoi delimitati da boe per il transito dalla costa al mare e viceversa (con velocità massima di 3 nodi); altrimenti, lo spegnimento del motore ad una distanza prefissata dalla riva (dipende dal tipo di costa e comunque mai inferiore ai 200 metri) e una velocità massima di 10 nodi fino ad 1 miglio dalla costa.