La moto tradisce Rossi a pochi passi dal podio

Partito decimo, a 4 giri dalla fine stava per strappare il terzo posto quando la sua Yamaha ha ceduto. Vince Hayden, secondo Pedrosa, terzo Melandri

Nanni Scaglia

Le statistiche non servono per vincere o perdere le gare, ma spesso aiutano a capire il perché di un risultato. A Laguna Seca, prima di ieri si era corso sette volte e in sei occasioni a trionfare erano stati i piloti americani. Soltanto Luca Cadalora, con la Yamaha nel 1994, era riuscito a battere i piloti di casa, in una gara, però, dove c'era un solo americano forte, John Kocinski con la Cagiva. Come dire che l'impresa di Cadalora era stata un po' facilitata, ma se ti trovi a lottare contro Nicky Hayden, Colin Edwards e Kenny Roberts diventa più difficile spuntarla.
«Non c'è niente da fare - aveva detto Valentino Rossi dopo le prove - loro riescono a interpretare meglio questo anomalo tracciato, specie nella zona che va dal “Cavatappi” al traguardo. Ho confrontato la mia telemetria con quella del mio compagno di squadra (Edwards, ndr) e ho visto che al Cavatappi lui è semplicemente più veloce di me».
E ancora. Nelle precedenti sette edizioni, chi aveva vinto a Laguna Seca, anche Cadalora, scattava dalla prima fila. Insomma, i numeri erano contro Rossi e questa volta nemmeno lui è riuscito a fare il miracolo e a ribaltare un pronostico impossibile. Troppo il tempo perso all'inizio della gara e il distacco accumulato nei primi giri e così il sogno di conquistare Laguna Seca era già svanito a metà gara. Ma l'ultimo gradino del podio era ampiamente alla portata di Valentino, che dopo un inizio titubante ha preso un buon ritmo, risalendo velocemente dal decimo fino al quarto posto. Hayden e Pedrosa erano ormai lontanissimi, impossibili da riprendere, ma Vermeulen, partito dalla pole, era lì a soli tre secondi, ormai alla portata di Rossi. Improvvisamente, però, Valentino ha rallentato, di un secondo, poi due, quindi addirittura tre: pareva un problema di gomme, invece è stato il motore della sua Yamaha a tradirlo, a scoppiare esattamente come era successo a Le Mans, quando Rossi stava dominando la gara. Così, da un possibile podio, Valentino si è ritrovato nelle retrovie e adesso si trova addirittura a 51 lunghezze da Nicky Hayden, splendido vincitore per distacco per il secondo anno consecutivo sulla pista di casa. Con soli 150 punti ancora da assegnare, adesso per Valentino diventa veramente dura ricucire uno strappo che sembra troppo grande perfino per un fenomeno come lui. Tiene botta, ma non troppo, Marco Melandri, terzo al traguardo dopo aver lottato per tutto il Gp con Kenny Roberts. Marco, che qui l'anno scorso non aveva finito nemmeno il primo giro, può considerarsi soddisfatto di questo risultato, ma la distanza dalla vetta è adesso di 44 punti: molti, considerando quello che sta facendo Nicky, uno dei piloti più sottovalutati di questa stagione, ma quello che sta andando più forte di tutti. Così, in questo momento, il rivale più pericoloso per l'americano è il suo compagno di squadra, Daniel Pedrosa, autore di un'altra prova magistrale. Al debutto sulla difficilissima pista di Laguna Seca, Daniel è andato subito forte in prova e fortissimo in gara, battuto solamente da un pilota che a Laguna Seca probabilmente vincerebbe anche in bicicletta. Hayden si sta guadagnando sul campo questo mondiale, ma certo che la sfortuna di Rossi ha veramente dell'incredibile. Centrato nella prima gara a Jerez, privato di un quarto posto sicuro in Cina per un problema alle gomme, di una vittoria in Francia e costretto a correre con una mano rotta in Olanda, Rossi ha più di un motivo per recriminare e per la prima volta nella sua carriera deve cominciare a pensare che potrebbe anche perdere il titolo mondiale.