MotoGp, incubo di Rossi "Mai ero arrivato ultimo"

Pista bagnata al Gp di Francia. Valentino cade: "Colpa mia". E prende una penalità. Vince il compagno-nemico: Lorenzo. Favola Melandri, è secondo

Le Mans - Jorge Lorenzo che vince a mani basse, Valentino Rossi che chiude all'ultimo posto interrompendo una striscia di 12 podi consecutivi, Marco Melandri secondo con una moto privata quando solo due mesi fa era un disoccupato, Daniel Pedrosa che conquista il terzo posto con un sorpasso di forza su Andrea Dovizioso a poche curve dal traguardo: difficile dire quale sia l'anomalia più grande di questo pazzesco Gp di Francia.

È stata la pioggia a trasformarlo in una gara imprevedibile, resa ancora più incerta dal cambio moto e gomme che tutti i piloti hanno dovuto effettuare a causa dell'asfalto che andava asciugandosi giro dopo giro. Il primo a rientrare è stato Valentino alla fine del quinto passaggio, mentre si trovava in terza posizione, con Lorenzo già in fuga al comando. «Con il bagnato - giustifica la sua scelta il campione - non eravamo a posto e continuavo a perdere secondi. Inoltre, in passato, chi aveva anticipato il rientro era sempre stato favorito: per questo ho deciso di affrettare i tempi».

Una scelta che si è rivelata sbagliata e che ha trasformato il Gp di Rossi in un autentico calvario, a causa di una scivolata dopo sole sette curve dal rientro in pista con le gomme da asciutto. Con la moto funzionante, ma mezza rotta, Valentino è ritornato ai box, dove ha cambiato nuovamente moto, ma per regolamento è stato costretto a partire con pneumatici differenti da quelli precedenti. Nella fretta, però, la squadra non ha inserito il limitatore di velocità (60 km/h) per la corsia box e così Rossi è stato penalizzato con un «ride through», effettuato alla fine del nono giro, mentre due passaggi più avanti, il pilota della Yamaha è rientrato per la quarta e ultima volta ai box, ripartendo con due slick.

A quel punto era sedicesimo e staccato di due giri e in quella posizione ha concluso il Gp. «Non mi ricordo di essere mai arrivato ultimo nella mia vita - prova a sdrammatizzare -: forse ai tempi delle minimoto, ma nel mondiale mai. Viste le condizioni della pista, forse sarebbe stato più giusto cambiare le gomme due giri più tardi, ma il vero errore è stato cadere».

Sfuma così la possibilità di conquistare la vittoria numero 100 proprio al Mugello e, soprattutto, svanisce un importante vantaggio in classifica, che adesso vede nuovamente al comando Lorenzo, con un punto di vantaggio su Rossi e Stoner - quinto al termine di una gara sofferta - e nove su Pedrosa, protagonista di una rimonta entusiasmante. È insomma un campionato molto combattuto, come non si vedeva da anni. «In passato - conferma Rossi - due piloti si contendevano il titolo, con al massimo un terzo incomodo, mentre quest'anno siamo in quattro, tutti con le stesse possibilità di successo».

Nonostante questo, però, la MotoGP più equilibrata del decennio permette a un pilota come Melandri di conquistare il secondo posto e scrivere una storia meravigliosa. «A marzo - dice commosso - temevo di dover vedere il mondiale in televisione, mentre adesso sono qui a festeggiare un podio incredibile. Il 2008 (correva con la Ducati, ndr) è stato devastante per me sia a livello sportivo che umano e adesso voglio solo godermi questo momento speciale».
Dotato di un talento straordinario, ma un po' fragile caratterialmente, Marco è la vera sorpresa di questo mondiale: soltanto quattro anni fa aveva chiuso il mondiale al secondo posto alle spalle di Rossi, oggi corre gratis con una moto realizzata dalla Kawasaki, ma priva di sviluppo, per il ritiro dalle corse della casa giapponese.