MotoGp, ultima a Stoner Simoncelli: vittoria da re

A Valencia l'australiano sulla Ducati domina l’ultima gara della stagione. Valentino è
terzo. E Marco, il capellone, onora il titolo 250 appena conquistato con
un altro successo

Hanno animato il mondiale, per metà stagione sono stati uno vicino all'altro, per uno dei campionati più combattuti di sempre. Poi, ha cambiato marcia, ha conquistato cinque successi consecutivi tra luglio e settembre, vincendo il suo ottavo titolo mondiale, con quasi 100 punti di vantaggio su Casey Stoner, splendido trionfatore nella gara conclusiva di Valencia, e 124 su Daniel Pedrosa, ieri secondo proprio davanti a Rossi.

Un (voto 10) straordinario, capace di tornare vincente dopo due anni di sconfitte. Alla fine del 2007, qualcuno, troppo affrettatamente, l'aveva dato per finito, dando per scontata l'inizio dell'era dei giovani piloti. Ma il "Peter Pan", l'eterno ragazzo del motomondiale è stato capace di ricominciare da capo, ha imposto il passaggio alle gomme Bridgestone (voto 9) e ha affrontato la stagione con una determinazione e una dedizione prima sconosciute. Così, nonostante il livello degli avversari fosse più alto che in passato, Valentino ha fatto il primato di podi (16 su 18 Gp) e di punti (373), per un totale di nove successi. Vincere è difficile, ripetersi difficilissimo, tornare a trionfare dopo due anni è qualcosa di straordinario: un'impresa, non a caso, che nella storia del motomondiale hanno realizzato solo in due, Agostini e Rossi.

Insomma, qualcosa di speciale, anche perché Casey Stoner (voto 8) è stato un avversario veramente tosto. A metà stagione, quando Casey aveva vinto tre Gp consecutivi (sei in totale), sembrava che il pilota della Ducati (voto 7), dopo un inizio difficile, fosse tornato quello apparentemente imbattibile del 2007. Poi, però, a Laguna Seca, Casey è caduto nella trappola di Rossi e nonostante il dominio delle prove si è dovuto accontentare del secondo posto. Da lì in poi per l'australiano è stato un calvario, devastato psicologicamente dal rivale e fortemente penalizzato dallo scafoide sinistro frantumato, che verrà operato giovedì in Italia.

Un avversario tosto, comunque, molto più di Daniel Pedrosa ( voto 7), che pure fino all'ottavo Gp era in testa al mondiale. Dani è considerato un fenomeno, e per certi versi lo è, ma ha avuto la sfortuna di trovare due rivali più forti di lui. Lo spagnolo sembra capace di vincere in un solo modo, partendo in testa e rimanendoci fino al traguardo, come è successo a Jerez e a Barcellona, ma nella sfida carena contro carena è nettamente inferiore tanto a Rossi quanto a Stoner. A volte, più che un bambino prodigio sembra un bambino capriccioso, anche perché la Hrc (voto 4), lo asseconda in tutto e per tutto, succube del manager Alberto Puig. E così non ci si deve stupire se a cinque gare dalla fine si è arrivati alla scandalosa decisione di sostituire le Michelin (voto 7) con le Bridgestone, stracciando contratti esistenti da anni.

Naturale, quindi, che Jorge Lorenzo (voto 8), venga giudicato con maggiore considerazione, nonostante sia ancora inferiore al connazionale. Al debutto in MotoGP, Jorge ha sbalordito con tre pole consecutive e altrettanti podi, tra cui la vittoria in Portogallo. Il tutto con una naturalezza sconvolgente, che ha finito per sconvolgere anche l'equilibrio del pilota, che ha cominciato a sentirsi come un Dio della moto, capace di qualsiasi impresa. Ma la MotoGP è una brutta bestia e la presunzione ha portato Lorenzo a prendere botte a ripetizione, che ne hanno minato la psiche.

Nel 2009, sarà ancora più ostico, così come Andrea Dovizioso (voto 8) che con una Honda privata (voto 6) è stato capace di conquistare un podio (in Malesia), arrivare quarto in campionato a soli 16 punti dal fenomeno Lorenzo ed effettuare alcuni sorpassi indimenticabili, come quello su Rossi al debutto. L'anno prossimo guiderà la moto ufficiale e dovrà condividere il box con lo scomodo Pedrosa, ma il Dovi ha personalità.

Così come Nicky Hayden (voto 6) che meriterebbe dieci per non aver messo le mani addosso a Puig e al suo protetto. Il povero Nicky ha veramente digerito ogni cattiveria della parte spagnola del box: forse non è un gran pilota, ma è sicuramente un gran signore. E con la Ducati potrebbe anche stupire.

Tutti gli altri, hanno deluso a cominciare da Marco Melandri (voto 2) deprimente per quanto è andato piano, mentre Loris Capirossi (voto 5) ha fatto quello che ha potuto con una Suzuki (voto 5) indubbiamente poco competitiva.

Ma, soprattutto, Laguna Seca a parte, è mancato lo spettacolo (voto 4) con tante gare noiose. E non è detto che la monogomma (voto 6) sia la soluzione di tutto.

Così, è normale che le gare più avvincenti siano state quelle della 250, con uno strepitoso Marco Simoncelli (voto 10) capace di conquistare il titolo, dopo due stagioni nelle quali non aveva lasciato traccia. Non si ricorda un altro pilota capace di una trasformazione così radicale e questo rende ancora più merito al successo del Jimi Hendrix della moto. Marco è uno da coccolare e da preservare, perché è anche un personaggio straordinario. Alla , tanto per intenderci.