Il motore d’Italia non ci sta

Gli avvocati stanno da tempo protestando dentro e fuori dal Palazzo di Giustizia per tutelare le regole fondamentali della professione forense e che il governo al servizio delle grandi lobby sta cercando di scardinare. Quando la protesta nasce spontanea e riesce a mobilitare i cittadini senza bisogno di «coercizioni sindacali» scatta un campanello d'allarme che dovrebbe preoccupare chi al governo ha perso il contatto con la realtà e continua imperterrito nelle sue manifestazioni di arroganza. Le categorie, le piccole e medie imprese e gli enti locali sui quali si è abbattuta la mannaia della finanziaria temono per la loro sopravvivenza. Abbiamo davanti un «autunno caldo» in cui dovremo sintonizzarci su un'ampia protesta popolare, costruendo l'opposizione al governo, non solo in Parlamento, ma nelle piazze e, in questo contesto, Milano può e deve essere, come è sempre successo, il motore propulsivo del cambiamento.
*parlamentare di An