Motori accesi: parte la sfida per il titolo di campioni d'Europa

La tredicesima edizione degli Europei di calcio si apre con la sfida tra Svizzera e Repubblica Ceca. A contendersi il titolo Francia, Germania, Spagna e Portogallo. E ovviamente anche gli azzurri campioni del mondo. <strong><a href="/la_sp.pic1?SID=59&TIPO=22">Guarda la sezione speciale Euro 2008</a></strong>

Vienna - Ormai è tutto pronto per gli Europei di calcio (guarda la sezione speciale Euro 2008): la tredicesima edizione del torneo sarà la più ricca, come monteprimi - 184 milioni di euro, 23 milioni per la nazionale che vince - il secondo organizzato congiuntamente da due paesi e il primo con i controlli antidoping a sorpresa sul sangue. La partita inaugurale vede il confronto tra la Svizzera e la Repubblica Ceca. Le squadre di casa - Svizzera e Austria - sognano di poter dire la loro, anche se non sarà facilissimo. Tra le squadre in lizza per il titolo c'è il Portogallo, rimasta un’eterna grande incompiuta - un po' come i "cugini" spagnoli - che adesso si affida alla classe e ai gol di Cristiano Ronaldo per scoprirsi finalmente vincente: se il fuoriclasse del Manchester United ripete quanto ha fatto in questa stagione a livello di club l’impresa è possibile.

Ma la parola d’ordine per Euro 2008 è "tutti a caccia dell’Italia", la squadra campione del mondo che sembra avere le carte in regola per ripetere quanto riuscito alla Francia nel 1998 e nel 2000 (la Germania degli anni ’70 vinse prima l’Europeo e poi la Coppa del Mondo), anche se nel frattempo ha incassato l’addio di Totti e Nesta ed ora è priva anche della bravura e il carisma dell’infortunato Cannavaro.

Gli azzurri avranno la partenza ad handicap di un girone di ferro, con la solita Francia (ormai è una sfida infinita, che qui però non potrà ripetersi anche nella finale del 29 a Vienna), Olanda e Romania, mentre più agevole appare il cammino della Germania, altra favorita di sempre, con Michael Ballack che cerca disperatamente il modo di consolarsi per la cocente delusione della finale di Champions persa a Mosca con il Chelsea. Contro Polonia, Croazia ed Austria, tre rivali con cui c’è da sempre una forte rivalità anche a livello di tifoserie, i tedeschi potranno rodarsi al punto giusto, e capire fino a dove possono arrivare, nonostante i proclami del ct croato, il "metallaro" Slaven Bilic, ex difensore che ha conservato l’orecchino al lobo sinistro, gioca a poker con i suoi giocatori e predice loro un futuro radioso: per lui sarà proprio la sua Croazia la grande sorpresa di questo Europeo, e la squadra che alla fine solleverà la Coppa. Lo dice dal giorno del sorteggio, nel dicembre scorso a Lucerna, vantandosi di essere stato capace di eliminare l’Inghilterra, "una squadra che se fosse stata qui avrebbe avuto molte possibilità di vincere: quindi noi ne abbiamo di più".

La Croazia avrà dalla sua un asso come Modric ma anche l’handicap di un pubblico tenuto sotto stretta osservazione dall’Uefa, dopo la svastica umana di Livorno e altri episodi di violenza e teppismo. La Svezia pensa di essere più forte di quella che ai Mondiali del ’58 (in casa) arrivò in finale, ma in realtà si affida alle lune e alle magie di Ibrahimovic, la Spagna senza Raul ha comunque tanti campioni (Casillas, Sergio Ramos, Puyol, Torres, Iniesta, Xavi, Fabregas) ma anche Aragones, un allenatore (il più anziano dei sedici ct presenti con i suoi 69 anni) che non sembra avere le idee chiare.

L’Imperatore Terim garantisce che la sua Turchia si farà valere, cerca di svelenire il clima con la Svizzera (ci sono antiche ruggini, e ora si ritrovano nello stesso girone), ma indica come favorita per un clamoroso bis la Grecia: pensando al 4-1 con cui battè Katsuranis e compagni nelle qualificazioni è un pronostico dal sapore forse scaramantico, o una battuta poco gradita dai cugini ellenici, in silenzio ma comunque fiduciosi di ripetersi, almeno parzialmente, entrando fra le prime quattro.

Infine c’è la Russia dei nuovi assi (o presunti tali) targati Cska Mosca e Zenit S. Pietroburgo: se Hiddink conferma anche stavolta di essere un mago, avendo a disposizione un materiale umano certamente superiore a coreani ed australiani, potrebbe essere proprio quella russa la vera squadra-sorpresa.