I 10 casi più recenti di violenza che hanno scioccato Rio de Janeiro

Chi va a vedere le Olimpiadi di Rio si trova di fronte ad un sistema di sicurezza imponente, che mira a scongiurare una delle principali preoccupazioni che aleggiano sui Giochi di Rio: la violenza

Militari armati, raggi x, controlli di sicurezza. Chi va a vedere le Olimpiadi di Rio si trova di fronte ad un sistema di sicurezza imponente, che mira a scongiurare una delle principali preoccupazioni che aleggiano sui Giochi di Rio: la violenza. Tuttavia, nei mesi precedenti i Giochi, gli attacchi si sono intensificati a Rio, con problemi in diverse UPP (Unità di Polizia Pacificatrice) econ un forte aumento del numero di rapine e omicidi. Anche con tutto il sistema di sicurezza messo in piedi dalle autorità brasiliane, diversi episodi dimostrano che non è facile combattere il crimine, né mantenere le Olimpiadi isolate dalla realtà di una città dove la truculenza è quotidianeità.

Ecco gli ultimi 10 casi avvenuti a Rio, che mostrano come la metropoli brasiliana sia ancora in preda ad una spirale di drammatica violenza.

Militari feriti

Nella tarda serata di mercoledì, due soldati della Forza Nazionale brasiliana sono rimasti feriti e un terzo è deceduto dopo che il loro veicolo è stato colpito da numerosi colpi di arma da fuoco nel complesso di favelas di Maré, zona nord di Rio de Janeiro. Secondo il Ministero della Giustizia di Brasilia, i soldati sono stati attaccati dopo essere entrati per sbaglio dentro la favela.

Bus attaccato

Martedì sera, un autobus che viaggiava sulla strada Transolimpica, trasportando giornalisti e volontari, in maggioranza stranieri, dalle strutture olimpiche di Deodoro fino al Villaggio Olimpico, è stato attaccato. Le finestre del veicolo sono andate in frantumi e diversi passeggeri sono rimasti feriti. Secondo i giornalisti presenti dentro il mezzo al momento dell’attacco, l’autobus sarebbe stato colpito da colpi di arma da fuoco. Le autorità brasiliane smentiscono questa versione, così come il Comitato Organizzatore dei Giochi, secondo cui l'autobus sarebbe stato colpito da sassi lanciati da ragazzi di una favela vicina a dove transitava.

Una giornalista americana che viaggiava sul bus, l'ex-capitano della US Air Force, Lee Michaelson, a Rio per coprire le Olimpiadi per un sito web specializzato in basket femminile, ha pubblicamente messo in discussione la versione ufficiale."Mi sembra strano che sassi possano essere lanciati in quel modo su un veicolo che viaggiava ad alta velocità. So identificare perfettamente un colpo di arma da fuoco. Non voglio fare la sensazionalista. Questo incidente poteva essere accaduto in altre parti del mondo, ma non so se gli organizzatori dei Giochi stanno affrontando nel modo più adeguato con la situazione", ha dichiarato la Michaelson alla fine della conferenza stampa del Comitato Olimpico Brasiliano. Le autorità locali hanno promesso che verranno organizzate scorte armate per i veicoli che transiteranno attraverso la regione.

Sparatoria nella favela di Alemão

Un proiettile vagante ha colpito un’abitante del complesso di favelas di Alemão nella mattina di mercoledì. Si tratta della seconda giornata consecutiva in cui sono registrate sparatorie nella regione. Non sono state divulgate le condizioni di salute della vittima. È da martedì che gli abitanti della favela stanno pubblicano sui social network riprese di incidenti e attacchi all’interno della baraccopoli. "È finita la tregua olimpica", ha scritto un utente su Twitter.

Secondo la Polizia Civile carioca, agenti e sedi delle UPP sono stati attaccati dentro la favela, rispondendo al fuoco. Grande vetrina della politica di sicurezza di Rio, le UPP affrontano una grave crisi. Il programma di pacificazione ha nel complesso di Alemão uno dei suoi principali talloni d'Achille. Le favelas della regione sono costantemente palco di sparatorie violentissime tra narcos, combattute a suon di fucili d’assalto e armi pesanti, perfino con calibri .50

La morte all’inaugurazione

Un uomo è stato ucciso vicino allo stadio del Maracanã al momento della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici, lo scorso venerdì sera. Non è ancora chiaro quali sono state le circostanze esatte dell'episodio. Secondo le autorità locali, un agente di polizia - non era chiaro se fosse in borghese o in servizio alle Olimpiadi - ha reagito ad un tentativo di rapina uccidendo il sospetto, un uomo di 22 anni. Volontari e spettatori che hanno assistito alla sparatoria sono rimasti scioccati dalla scena. Le immagini cruente del giovane sanguinante a terra, vicino ad una bicicletta, prima di essere recuperato da un ambulanza, sono state trasmesse dalle agenzie di stampa di tutto il mondo.

Architetta assassinata

Sempre nel giorno dell’inaugurazione, ma prima dell'inizio ufficiale dei Giochi, una architetta è stata uccisa in un tentativo di rapina nei pressi del Boulevard Olímpico, nella zona portuale di Rio de Janeiro. Un’area appena rivitalizzata, allestita con grandi teloni che mostrano le gare in diretta, diventato il cuore pulsante della città brasiliana durante queste Olimpiadi.

L'architetta Denise Ribeiro Dias, 51 anni, stava guidando la sua automobile quando è stata abbordata da tre giovani armati. È stata uccisa con un colpo alla nuca. Due sospetti sono riusciti a fuggire, ma un terzo, di 20 anni, è stato arrestato.

Proiettile vagante in sala stampa

Un proiettile vagante è stato trovato nella sala stampa del centro di equitazione di Deodoro lo scorso sabato. Il proiettile è stato trovato dai giornalisti che coprono le gare ippiche. Nessuno è rimasto ferito e nessuna attrezzatura è stata danneggiata.

Il ministro della Difesa brasiliano, Raul Jungmann ha dichiarato che il proiettile era di fucile e che, probabilmente, proveniva dalle comunità che circondano il complesso di Deodoro. Secondo Jungmann, ci sono droni e dirigibili di sorveglianza che sorvolano la regione, e per questo qualche trafficante può essersi sentito minacciato, aprendo il fuoco contro i velivoli.

Il ministro rapinato

Il Ministro della Pubblica Istruzione del Portogallo, Tiago Rodrigues Brandão, è stato rapinato lo scorso sabato nel quartiere chic di Ipanema, zona sud di Rio de Janeiro. Secondo la stampa portoghese, il ministro aveva appena finito di assistere alla conclusione della prova di ciclismo, quando è stato avvicinato da due uomini armati di coltello. I rapinatori si sono portati via portafogli, soldi e cellulare. Uno dei due è stato arrestato poco dopo.

Pochi giorni prima dell’inizio dei Giochi, l’Istituto di Pubblica Sicurezza di Rio, ha divulgato dati che mostrano come nel 2016, nell’intero stato di Rio de Janeiro, il numero di rapine a pedoni è salito dell’81% rispetto all'anno precedente.

Giornalisti cinesi in mezzo alla sparatoria

Un autobus che trasportava giornalisti cinesi è rimasto bloccato nel bel mezzo di una sparatoria tra banditi e polizia sulla “Linha Vermelha”, all'uscita dell’aeroporto internazionale Tom Jobim, poco prima della cerimonia inaugurale dei Giochi. Secondo i media cinesi, anche i giocatori di basket del paese asiatico erano presenti sul bus al momento della sparatoria. Nessuno è rimasto ferito nel conflitto a fuoco.

Sparatoria a Jacaré

Un giornalista del quotidiano spagnolo Mundo Deportivo ha dichiarato che lui e altri colleghi hanno assistito ad una sparatoria quando aspettavano di fronte all’albergo un autobus per andare al Villaggio Olimpico. I giornalisti - due spagnoli, un finlandese, un russo e due brasiliani - alloggiavano in un hotel prossimo alla favela di Jacaré.

In quel momento era in corso un’operazione di polizia sul posto, e i giornalisti hanno dovuto nascondersi fino a quando è cessato il fuoco. “È difficile comprendere questo ambiente per i Giochi Olimpici, che sono l'esaltazione della fratellanza", ha scritto il giornalista Joan Justribó.

Il caso del “vice-console” russo

Alla vigilia dell'apertura delle Olimpiadi, diversi giornali brasiliani hanno riportato che il vice-console della Russia aveva reagito ad una rapina e lottato contro l'aggressore, che è rimasto ucciso da uno sparo proveniente dall'arma che aveva con sé. Non si è chiarito se lo sparo è stato intenzionale o per errore.

Poche ore dopo il consolato della Russia ha comunicato ufficialmente che l'uomo era un cittadino brasiliano e che non aveva alcun legame con la diplomazia di Mosca, pur avendo un documento di vice-console. Il caso è accaduto nell’Avenida das Americas, nel quartiere di Barra da Tijuca, lo stesso dove si trova il Villaggio Olimpico.

Commenti
Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Mar, 16/08/2016 - 14:20

ma per cesare battisti, tutto questo e' il paradiso

Ritratto di RubinRomario

RubinRomario

Mar, 16/08/2016 - 18:34

Tratto da "CHEROdeCOCA" romanzo in ebook. "Rio de Janeiro a quel tempo era ancora la città maravilhosa di cui tutto il mondo parlava e sognava. Vabbè, bisognava stare un poco attenti per le strade, prendere il taxi anche per fare duecento metri, non andare in giro con oggetti d’oro, anelli, catenine, braccialetti e orologi di valore, come si faceva liberamente da noi, era sconsigliabile avventurarsi a piedi con le macchine fotografiche appese al collo per le viuzze della città vecchia altrimenti chiamata storica, tra cachasserie e lanchonette piene di ubriachi, drogati e sbandati ben disposti a qualunque ora a toglierti il portafoglio assieme alla vita senza neanche rendersene conto, tra una pinga e uno spinello di maconha. Ma anche per l’avenida atlantica non era una passeggiata spensierata..." Segue...

Ritratto di stenos

stenos

Mar, 16/08/2016 - 20:04

Avendo la moglie brasiliana e andando la spesso posso dire che e' anche peggio. Considerando che Rio ora e' blindata, pensate quando non lo e'. Guardate bene, e' come sara' l'itaglia tra 10 anni.