Test scooter: Suzuki Burgman 125-200 ABS

Aggiornamento estetico per la nuova generazione di Burgman 125 e 200; motore e ciclistica invece non cambiano. Il 200 è più brillante ma entrambi fanno di comfort ed equilibrio alla guida i loro punti di forza. Con ABS di serie costano rispettivamente 4.190 e 4.390 euro

Burgman 125 e 200 si rinnovano ma la questione riguarda principalmente l’estetica, ora più moderna, grazie alle linee tese e rastremate e ad alcuni accorgimenti già acquisiti da tutti i membri della famiglia Burgman. Come sul 650 (leggi il test), e come sul 400, anche sui nuovi 125 e 200 sia il faro anteriore sia quello posteriore sono divisi. Le frecce sono poste in posizione più abbassata rispetto al passato e sono leggermente sporgenti.
Anche la sella è nuova, nei materiali, nel profilo e nell’altezza da terra, che si attesta ad appena 735 mm.
Dietro al nuovo parabrezza, più alto di 11 cm rispetto all’edizione precedente, c’è una strumentazione analogico-digitale tutta nuova, più completa, che offre tutte le informazioni necessarie come ora, contachilometri totali e due parziali, livello carburante, consumo medio e la spia service. Come sul 650 c’è pure la spia Eco, che si accende per indicare al pilota quando la marcia è ottimale per quanto riguarda consumi ed emissioni.

Sottopelle, come detto, non cambia nulla: la forcella è telescopica da 33 mm e le ruote sono da 13 pollici davanti e 12” dietro, più piccole di quelle dei suoi (pochi) concorrenti come Peugeot Citystar (13/13); Kymco Downtown (14/13). Ma si sa, Suzuki rivendica orgogliosamente la scelta delle ruote basse, garanzia di agilità e capacità di carico da record – il vano sottosella ha una capacità di ben 41 litri ed è dotato di una pratica luce di cortesia.
Nulla cambia nemmeno sul fronte dei motori, i collaudati monocilindrici rispettivamente di 125 e200 cc, raffreddati a liquido, capace di 12,37 e 18,36 cavalli a 8.000 giri, con una coppia di 10,8 e 17 Nm a 6.000 giri. I nuovi Suzuki Burgman 125/200 ABS stanno già arrivando nelle concessionarie e presto ci sarà il “porte aperte” per conoscerli da vicino. Il prezzo è di 4.190 euro per il 125 e 4.390 per il 200 ora l’ABS è di serie.

La sella è bassa e rastremata in punta ed è davvero facile poggiare i piedi a terra. Nonostante le dimensioni importanti di Burgman 125 e 200 però, la posizione in sella è piuttosto raccolta e non sembra affatto di avere a disposizione lo spazio sconfinato dei suoi fratelli maggiori 650 e 400.
Lo spunto del 125 non è brillantissimo; i 12,37 cv di potenza massima fanno muovere i suoi 161 kg in ordine di marcia ma la voglia di più cavalli è tanta.
Molto meglio quanto a prontezza nelle partenze da fermo il 200, che di cavalli ne ha 18,36 e pesa 163 kg.
Insomma entrambi i monocilindrici, che girano comunque molto regolari senza alcuna incertezza, prediligono i consumi rispetto alle pure prestazioni; consumi che si attestano a ben 34,4 km/l per il 125 e 30,1 per il 200 nel ciclo medio WMTC.

Oltre all’estetica Burgman 125 e 200 hanno un’altra cosa in comune con le versioni 400 e 650 cc: la facilità con cui ci si approccia alla guida. Sono talmente equilibrati che trasmettono un ottimo feeling sin dai primi metri. Forse non si direbbe a guardarlo nei suoi 2.055 mm di lunghezza ma stupisce per la facilità con cui si riesce a condurre negli slalom cittadini alle basse velocità.
Il baricentro rasoterra poi lo rende veloce nei cambi di direzione; anche nelle curve più veloci comunque è stabile e la sua guida riesce ad essere sempre fluida e scorrevole.
I freni fanno il loro lavoro ottimamente, assistiti dall’ABS Nissin mai invasivo.

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