Motori&dolori: Kawasaki saluta il mondo dei Gp

La crisi fa un'altra vittima nel mondo delle competizioni sportive. Dopo Honda in F1, Subaru e Suzuki nei rally anche la mitica "Ninja verde" non calcherà più i circuiti della MotoGp dopo 17 anni

Tokyo - Un'altra vittima della crisi. Il costruttore di moto giapponese Kawasaki ha annunciato formalmente la decisione di ritirare con effetto immediato la propria scuderia dalle competizioni della MotoGp. Alla base del ritiro, ha spiegato l’azienda, il sensibile calo delle vendite per la pesante crisi economica internazionale. La decisione di cancellare la partecipazione alle competizioni della MotoGp permetterà a Kawasaki di risparmiare su base annuale circa quattro miliardi di yen (oltre 31 milioni di euro). Resta così "a piedi", oltre al mito della "Ninja verde", anche Marco Melandri, uno degli astri nascenti del motociclismo italiano.

Le motivazioni "L’effetto della crisi economica internazionale in corso è stato determinante - fa sapere il gruppo Kawasaki Heavy Industries in un comunicato diffuso a Tokyo - e abbiamo deciso di abbandonare le corse della MotoGp per riorganizzare al meglio le nostre risorse". Le voci in merito all’abbandono delle competizioni da parte del costruttore nipponico, una decisione che secondo indiscrezioni della stampa sarebbe già stata annunciata da tempo ai piloti che avrebbero dovuto prendere parte al mondiale 2009, John Hopkins e Marco Melandri, si erano susseguite con sempre maggiore insistenza dalla fine dello scorso anno, senza tuttavia trovare, fino a oggi, nessuna conferma ufficiale da parte dall’azienda. La crisi economica mondiale a fine 2008 aveva già causato tre vittime illustri nel mondo dei motori "made in Japan", con l’addio alle corse ufficializzato da Honda (Formula 1), Subaru e Suzuki (rally).

Dopo 17 anni La Kawasaki, che ha annunciato oggi il ritiro dalle competizioni della MotoGp, ha disputato il campionato del mondo di motociclismo nella classe regina per 17 anni complessivamente, in tre periodi inframezzati da due assenze, la più lunga dal 1983 al 2001. La casa giapponese esordì nella classe 500 nel 1970, diventando subito vicecampione del mondo costruttori grazie al pilota privato neozelandese Ginger Molloy (Bultaco-Kawasaki), piazzatosi al secondo posto dietro Giacomo Agostini, campione del mondo su Mv Agusta. La Kawasaki fu assente dalle gare dal 1976 al 1978, prima di ripresentarsi come scuderia ufficiale all’inizio degli anni ’80 con il pilota sudafricano Kork Ballington. Poi, per una ventina d’anni non vi sono state più moto della marca giapponese fino all’avvento della MotoGp nel 2002.