Motorini dei ghisa: 400mila euro fermi ai box

Il motorino elettrico è fermo nel parcheggio. Da anni. Sul contachilometri coperto dalla polvere segna «zero». Ed è in buona compagnia. La fila dei motorini è lunga. Doveva essere «la svolta ambientalista» della polizia locale. Agilità senza inquinamento. Doveva essere. È stato, invece, un «bidone» pagato a caro prezzo. Quasi 400mila euro spesi nel 2003 dalla giunta guidata da Gabriele Albertini (a cui si era aggiunto anche il finanziamento del ministero per l’Ambiente) per un parco veicoli rimasto quasi completamente inutilizzato. Così, sul destino delle 108 dueruote acquistate dal Comune interviene la procura regionale della Corte dei conti. Citando a giudizio l’ex comandante della polizia locale, il generale Antonio Chirivì, oltre a due funzionari degli uffici amministrativi di piazza Beccaria per danno erariale, e chiedendo loro un risarcimento di 145mila euro che - in caso di condanna - saranno versati nelle casse dell’amministrazione pubblica.
Chirivì, secondo la ricostruzione fatta dalla Procura ieri in aula, non sarebbe intervenuto sugli incaricati da lui dipendenti perché facessero fronte alle segnalazioni di quanti tra i ghisa avanzavano perplessità sui mezzi elettrici. E il problema di fondo era sempre lo stesso. La scarsa autonomia dei motorini, che dopo pochi chilometri avevano le batterie a terra. Ugualmente, gli altri due funzionari - il primo responsabile dell’ufficio che gestiva i contratti con la ditta fornitrice dei mezzi, il secondo direttore del settore coordinamento dei comandi di zona, ed entrambi ancora in servizio nei medesimi uffici - avrebbero sorvolato sulle stesse lamentele, lasciando di fatto cadere la questione finché 98 dei 108 mezzi non furono abbandonati nei parcheggi dei vari comandi di polizia distribuiti per la città. Un «cimitero» dei mezzi elettrici lasciato a se stesso per quattro anni, dal 2003 al 2007, periodo per il quale è stata fatta la citazione a giudizio dell’ex generale e dei due funzionari.
L’intervento della magistratura contabile nasce in seguito a un esposto del Codacons, l’associazione di difesa dei consumatori, presentato nel luglio del 2005. Le verifiche affidate ai tecnici della Procura dimostrerebbero come - a fronte di una percorrenza media per ciascun mezzo che si sarebbe dovuta attestare intorno a 5mila e 600 chilometri in quattro anni - la maggior parte di questi (almeno 50) di chilometri non ne aveva fatti nemmeno mille. Altri, invece, non si erano mai mossi. Letteralmente. Chilometri zero, appunto. Di qui, il danno erariale. Con un piccolo sconto per i tre citati a giudizio (da 396mila euro a 145mila). Perché la Procura contabile ha considerato «l’asserita riluttanza» dei vigili a utilizzare i motorini acquistati dal Comune come una sorta di attenuante delle presunte negligenze di Chirivì e degli altri due funzionari, diluendone così le responsabilità. Ma ribadendo, di fatto, l’accusa.