Motorino sequestrato a chi è senza casco

La legge è stata approvata ieri in Senato con una larga maggioranza trasversale

Federica Artina

da Milano

Viaggiare in motorino senza casco oppure trasportare su un ciclomotore omologato per una persona un altro passeggero costerà molto caro ai trasgressori. Ieri infatti è stato approvato in Senato un emendamento al decreto sulla pubblica amministrazione presentato dai senatori Luigi Bobbio e Franco Pontone, entrambi di Alleanza nazionale, che prevede nei casi sopra citati il sequestro e la confisca del ciclomotore o motociclo. Nessuna differenza se alla guida si trova un maggiorenne o un minorenne: in qualunque caso la guida senza casco o il trasporto di un passeggero «abusivo» provocheranno l’immediato ritiro del mezzo. Stessa sorte toccherà anche a quei centauri che trasporteranno pacchi o bagagli il cui ingombro intralci la circolazione del ciclomotore, provocando pericolo sia per sé che per gli altri utenti della strada: anche in questo caso scatterà la confisca del ciclomotore.
Una normativa che giunge proprio all’indomani dell’approvazione di un’altra legge severa, e cioè quella che prevede la revoca definitiva della patente a chi, guidando in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, provoca incidenti mortali. E se in quel caso il promotore dell’emendamento, il senatore di An Roberto Salerno, aveva parlato di una norma che funzionasse «soprattutto da deterrente», per quanto riguarda questa nuova legge il senatore Bobbio ha subito spiegato che il giro di vite si configura come «un significativo passo avanti nella lotta alla criminalità». Un provvedimento, dunque, che non tenta solamente di inasprire le pene per chi trasgredisce le regole del Codice della strada, ma che si prefigura come un vero e proprio intervento contro la microcriminalità. Come spiega ancora il senatore: «In particolare riteniamo che questa norma rappresenterà un freno al fenomeno degli scippi e, contemporaneamente, costringerà i giovani ad avere più attenzione per la loro sicurezza».
L’emendamento ha riscosso grandissimo favore tra tutti i senatori, sia della maggioranza che dell’opposizione, ed è stato approvato con largo consenso. Il decreto ora prima di essere reso effettivamente operativo dovrà passare il vaglio della Camera.
Un provvedimento accolto con favore anche dal vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Mario Tassone che ha espresso «vivo apprezzamento per la serie di provvedimenti volti a tutelare la sicurezza stradale approvati al Senato». Secondo Tassone i provvedimenti si configurano come «un segnale importante di una ferma volontà, da parte delle Istituzioni, di porre innanzi a tutto la salvaguardia della vita». E questo, dopo la legge che prevede per chi uccide in preda ai fumi di alcol o droghe la revoca del permesso di guida. «La revoca definitiva della patente - spiega il vice ministro - è quel che si merita chi stronca vite umane a causa del proprio stato di dipendenza da sostanze che annullano in lui riflessi, percezione e coscienza». Così pure è giusto punire, secondo Tassone, l’imprudente incoscienza di chi guida il ciclomotore o il motociclo senza casco o con un numero di passeggeri superiore a quelli per cui il mezzo è omologato: «Chi disprezza i pericoli per sé e i suoi passeggeri non può cavarsela con una multa salata. Si tratta di comportamenti irresponsabili, il cui contrappasso non può che essere la confisca o il sequestro del mezzo».