Il motoscafo correva troppo

È stata l’eccessiva velocità del motoscafo d'altura, che viaggiava oltre i 10 nodi massimi consentiti a meno di un miglio dalla costa, a causare la morte di Giulio Balestrieri, il sub di 38 anni, colpito al torace e al bacino dall’elica del natante, mentre mercoledì partecipava ad una battuta di pesca in compagnia del cugino. I due sub si trovavano a meno di 500 metri dalla costa, nel tratto di mare compreso tra Civitavecchia e Santa Marinella e a poca distanza dal porto turistico Riva di Traiano.
La circostanza, già emersa dopo le prime indagini, avrebbe trovato ulteriori conferme. Tuttavia, per conoscere con precisione la velocità della potente imbarcazione sarà necessario attendere l’esame del Gps, un dispositivo equivalente alla scatola nera degli aerei. Al momento dell’incidente il natante, che proveniva da Cala Galera all'Argentario ed era diretto a Fiumicino, stava compiendo una virata per entrare nell’imboccatura del porto turistico, dove il proprietario alla guida dell’imbarcazione intendeva approdare a causa del forte vento incontrato al largo.
Se l’inchiesta accerterà con sicurezza le sue responsabilità, oltre alle eventuali conseguenze di natura penale legate all’accusa di omicidio colposo, l’uomo incorrerà in una serie di sanzioni amministrative che potrebbero portare al ritiro della patente nautica. Nella tarda mattinata di ieri, l’autopsia sul corpo della vittima ha confermato le gravissime ferite al torace ed al bacino, già evidenziate dall’esame esterno del medico legale, che hanno determinato la morte istantanea dell’insegnante-sub.
A commentare l’incidente intervengono l’ex campione mondiale di pesca subacquea in apnea, Fabio Antonini, e il vicepresidente dell’associazione «Emporio della Pesca» di Civitavecchia, Andrea Pierfederici, che ricordano l’amico scomparso e chiedono che la zona di limitazione della velocità a 10 nodi venga ampliata da uno a due miglia, dato che la pesca subacquea viene praticata ad almeno 500 metri dalla costa.