Mou: «Adesso lo scudetto possiamo solo regalarlo» Ancelotti: «Gol irregolare»

MilanoLa sua Inter ha appena vinto il derby ma lo show non è ancora finito. José Mourinho decide che anche lui, in questa magica serata, può dare spettacolo. Arriva in conferenza stampa con Davide Santon e parte a razzo: «Dopo che ha superato brillantemente anche lo scoglio del derby, io considero questo ragazzo un giocatore fatto e finito. Quindi d'ora in poi potete fargli tutte le domande che volete, perché potrebbero passare due mesi prima che riaccada». Già ma prima serve un commento dell'allenatore vincente: «È stata una vittoria convincente anche se potevamo fare il 3-0 e soffrire meno nel finale. Sono doppiamente contento perché un derby così bello, così sportivo, non l'avevo giocato neanche in Inghilterra: è stato uno spettacolo. Il gol di Adriano per me era regolare e comunque è stato il gol più bello della mia vita. Perché? L'ha dedicato a mio figlio che è un suo gran tifoso». Adriano, da parte sua, conferma: «È vero, nell'abbraccio con lui dopo aver segnato c'era tutto questo, lo ringrazio per la fiducia».
Ancora Mourinho, questa volta sui destini del campionato: «Adesso lo scudetto o lo regaliamo o lo vinciamo». Sul presente immediato: «Questi ragazzi meritano di fare una pausa e domani (oggi, ndr) avranno un giorno di riposo. E anche io me lo concedo: inizio da ora andando in vacanza e vi saluto». A questo punto non rimane che sentire, come promesso, il baby boom Santon (salutato così da Mourinho «ciao bambino») finalmente libero dalla «museruola»: «Dedico questa gioia alla mia famiglia e al mio allenatore che mi aiuta tanto. Balotelli? C'è stato un momento in cui voleva andarsene ma ora è tornato a lavorare duro. Ogni tanto sa anche ragionare, quindi troverà presto il suo spazio». E se lo dice lui, che di Mario è un grande amico, bisogna fidarsi.
La sicurezza nerazzurra ha invece il nome di Zlatan Ibrahimovic, che pur non avendo segnato è felice il doppio del solito: «È così, perché in questa giornata abbiamo preso punti a tutte le nostre rivali. Ora possiamo affrontare il Bologna con più tranquillità anche se ovviamente il Manchester United è nella testa di tutti. Con Mourinho forse abbiamo più autorità nelle grandi partite, per questo abbiamo fiducia nel passaggio del turno di Champions».
Carlo Ancelotti invece non sa darsi pace: «Sul secondo gol abbiamo sbagliato noi. Ma il primo è viziato da un fallo di mano di Adriano: senza quel tocco la palla non sarebbe entrata. E meritavamo anche un rigore per l'intervento di Chivu su Inzaghi. Avremmo meritato il pareggio». Inevitabile per il tecnico del Milan ridimensionare gli obiettivi finali: «Ora pensiamo a consolidare la nostra posizione e ad arrivare nei primi tre. Poi vedremo alla fine se il sogno scudetto rimarrà un sogno. In ogni caso lo ribadisco: non è stato il mio ultimo derby». Il desiderio di Beckham invece lo conoscono tutti: «La situazione è diversa da come la dipingono dall'America. Certo, per me sarebbe difficile tornare a giocare nei Galaxy dopo aver detto di voler restare qui». Sul match: «Ci hanno messo in grande difficoltà nei primi venticinque minuti, poi tutto si è fatto più duro. Siamo tornati in partita nel finale ma era troppo tardi». Poi parla dell'atmosfera di San Siro: «È stata simile a quella di tutti gli altri derby che ho giocato, sono orgoglioso di averne fatto parte».