«Mou è bravo, ma con lui io ho perso sei mesi»

nostro inviato a Milanello

Non ha ancora dimostrato sul campo il suo vero valore, ma Amantino Mancini, 29enne di Belo Horizonte, ha già fatto vedere in un solo giorno a Milanello tutto l’affetto per la sua nuova società. Chiedetelo ad Adriano Galliani. «In previsione di un riscatto da parte del Milan - la testimonianza dell’ad rossonero - ha già firmato un pre-contratto con noi fino al 2014 con un’evidente riduzione dell’ingaggio: ci ha dimostrato affetto e lo ha confermato concretamente al momento della firma».
Amantino Mancini, da oggi si cambia aria...
«Mi fa molto piacere essere qui. A Milanello vedo una atmosfera diversa, è un grandissimo centro sportivo. Mi sento come un ragazzino che ha tanta voglia di giocare».
Negli ultimi tempi è successo poche volte...
«E io ho buttato via sei mesi. Volevo andarmene già in agosto, ma Mourinho mi ha convinto a restare. È andata così, ma ora si volta pagina».
Vi siete parlati lunedì?
«No».
Cosa cancellerebbe dell’esperienza all’Inter?
«Soprattutto l’ultimo anno, dove sono partito titolare soltanto due volte. Ora inizia una nuova avventura, ho voglia di riscatto, di vincere e di ritrovare serenità».
Quante colpe ha per il suo flop in nerazzurro?
«Di sicuro potevo dare di più, poi va fatta una valutazione di natura tattica: con il tridente giocavo più spesso, poi Mourinho è passato al rombo e io non ho trovato più spazio. Ma questo è il passato, ora inizia una nuova vita».
Da Mourinho a Leonardo: un bel cambiamento...
«Mourinho è bravo, ma il mio allenatore ora è Leonardo, uno che capisce di calcio, che lo conosce: spero davvero di fare belle cose al Milan».
È dura decidere di passare dall’Inter al Milan?
«Non come se mi fossi trasferito dalla Roma alla Lazio. Al nord la rivalità del derby mi sembra più tranquilla».
Differenze tra le due squadre?
«Il Milan ha più gioco, l’Inter è una squadra molto forte. L’Inter ha più fisicità, il Milan lavora meglio il pallone».
Non potrà giocare in Champions...
«Già, e per questo c’è un po’ di rammarico. Però il campionato è ancora lungo e lì potrò trovare spazio».
Sul regolamento della Champions interviene Galliani: «Norma da rivedere. Impensabile che basti un minuto giocato in un’altra squadra per non poter più essere utilizzabili in caso di trasferimento».
In tanti se lo chiedono, dopo sei mesi di quasi totale inattività, come sta?
«Dopo tanto tempo che non giochi prendi un po’ di peso, è normale, ma dopo una settimana si gioca e si brucia tutto».
Ha già scelto il numero di maglia?
«Avrò il 30, visto che ad agosto compio trent’anni. Lo stesso numero che mi ha portato bene alla Roma».
Pensa alla nazionale?
«Certamente, e spero ancora molto di tornarci. Il Milan è una squadra molto seguita in Brasile: per le strade ci sono tanti ragazzini con la maglia rossonera».
Prima del trasferimento al Milan, è stato molto vicino al Marsiglia.
«Il 28 dicembre c’era stato un primo contatto con loro. Poi nessuno si è fatto vivo per due settimane e quando mi hanno ricontattato mi hanno lasciato soltanto due giorni di tempo per decidere».
Il presidente del Marsiglia non l’ha presa bene...
«Ho sentito. Ma sono loro a essere stati maleducati con me. Comunque, meno male: ora sono al Milan».
La vedremo in campo col Bologna?
«Questa settimana lavoro e sabato valutiamo. Ho voglia di essere presente, adesso lavoriamo e poi vediamo».